News

Importanti novità sui rendiconti annuali delle imprese a partire dal 2016

Dall’esercizio 2016 entrano in vigore numerose novità per i bilanci con riferimento ai principi generali di redazione, agli schemi di bilancio, ai criteri di valutazioni, al contenuto della nota integrativa, al rendiconto finanziario, ai bilanci in forma abbreviata, ai bilanci delle micro imprese e, infine, al bilancio consolidato. I principali interventi sono finalizzati ad una maggiore comparabilità dei bilanci e all’avvicinamento ai principi contabili internazionali. 

 

***

 

I bilanci di impresa e bilanci consolidati relativi agli  esercizi finanziari aventi inizio a partire dal 1° gennaio 2016 saranno redatti secondo le norme introdotte dal D.L. 18 agosto 2015, n. 139.

Sintetizziamo di seguito il contenuto delle novità in commento:

Tra i principi di redazione del bilancio, vengono accolti il principio di rilevanza, secondo cui “non  occorre rispettare gli obblighi in tema di rilevazione, valutazione, presentazione ed informativa quando la loro osservanza abbia effetti irrilevanti al fine di dare una rappresentazione veritiera e corretta” e di prevalenza della sostanza sulla forma, ossia “la rilevazione e la presentazione delle voci è effettuata tenendo conto della sostanza dell'operazione o del contratto”.

Modifiche agli schemi di bilancio

Per quanto attiene allo stato patrimoniale, i costi di ricerca e pubblicità non potranno più essere capitalizzati; sia tra le immobilizzazioni finanziarie, sia tra i crediti e le attività finanziarie non immobilizzate, sia tra i debiti sono state inserite voci specifiche relative alle imprese sottoposte al controllo delle controllanti (precedentemente incluse nelle voci altre imprese/verso altri).

L’acquisto di azioni proprie verrà iscritto in bilancio in una apposita voce del patrimonio netto con segno negativo; scompare quindi la “Riserva per azioni proprie in portafoglio” e viene inserita la “Riserva negativa per azioni proprie in portafoglio”. Per quanto riguarda gli strumenti derivati, sono state inserite la “Riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi” e voci dedicate nell’attivo tra le immobilizzazioni e nel circolante.

Per quanto riguarda invece il conto economico, tra i proventi da partecipazioni e gli altri proventi saranno separatamente indicati anche quelli derivanti da imprese sottoposte al controllo della controllante. Le rettifiche di valore comprenderanno anche le rettifiche di passività per riflettere le variazione di valore degli strumenti finanziari derivati. Infine, scompare la sezione E proventi e oneri straordinari.

 

Tra i criteri di valutazione viene introdotto il criterio del costo ammortizzato per rilevazione delle immobilizzazioni rappresentate da titoli, degli aggi e disaggi su prestiti, dei crediti e debiti.

Eliminati i riferimenti ai costi di ricerca e pubblicità (ora spesati nell’esercizio). I costi di impianto e ampliamento dovranno essere ammortizzati entro un periodo non superiore a cinque  anni.  I costi di sviluppo saranno ammortizzati secondo la loro vita utile o, nei casi eccezionali di impossibilità nella stima della vita utile, entro un periodo non superiore a cinque  anni. L'avviamento deve essere ammortizzato secondo la vita utile o, nei casi eccezionali in un periodo non superiore a dieci anni.

Introdotto anche il criterio di valutazione al fair value per gli strumenti finanziari derivati, anche se incorporati in altri strumenti finanziari. Le variazioni del fair value devono essere imputate al conto economico oppure, se lo strumento copre il rischio di variazione dei flussi finanziari attesi di altro strumento, direttamente ad una riserva positiva o negativa di patrimonio netto. Tale riserva sarà poi imputata al conto economico nella misura e nei tempi corrispondenti al verificarsi o al modificarsi dei flussi di cassa dello strumento coperto.

 

La Nota integrativa prevede una nuova informativa su impegni, garanzie e passività potenziali, ora non più risultanti in calce allo stato patrimoniale, così come la specifica indicazione dei proventi e oneri di entità o incidenza eccezionali.

Maggiori dettagli sono richiesti anche in relazione ai  rapporti economici con amministratori e sindaci, agli strumenti finanziari, al gruppo societario, alla natura e l'effetto patrimoniale, finanziario ed economico dei fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio.

Il Rendiconto finanziario diviene un documento obbligatorio costitutivo del bilancio, assieme a conto economico, stato patrimoniale e nota integrativa. Per il contenuto del rendiconto, rimandiamo alla nostra news relativa all’OIC 10.

 

Bilancio in forma abbreviata

Sono apportate all’art 2435-bis alcune modifiche per tenere conto della disciplina introdotta dal decreto. E’ previsto l’esonero dalla redazione del rendiconto finanziario e la facoltà di iscrivere i titoli al costo di acquisto, i crediti al valore di presumibile realizzo e i debiti al valore nominale.

 

Micro imprese

Il nuovo articolo 2435-ter del codice civile introduce una apposita disciplina per il bilancio delle micro imprese, ossia le imprese che nel primo esercizio o per due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti:

- 175.000 euro di totale dell’attivo dello stato patrimoniale;

- 350.000 € di ricavi delle vendite e delle prestazioni;

- 5 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.

Tali entità non saranno tenute alla redazione del rendiconto finanziario, della nota integrativa e della relazione sulla gestione (a patto che siano inserite in calce allo stato patrimoniale alcune informazioni previste dagli articoli 2427 e 2428 cc.)

 

Bilancio Consolidato (D.Lgs .9 aprile 1991, n. 127)

Cambiano i limiti al di sopra dei quali è obbligatoria la redazione del bilancio consolidato: 

a) 20.000.000  euro  (anziché 17.500.000) nel  totale  degli  attivi  degli  stati patrimoniali;

b) 40.000.000 euro (anziché 35.000.000) nel totale  dei  ricavi  delle  vendite  e

delle prestazioni;

c) 250 dipendenti occupati in media durante l'esercizio (invariato).

La disapplicazione dell’esonero alla redazione è ora previsto per gli enti di interesse pubblico (come da art 16, c. 1, del d.lgs 27 gennaio 2010, n. 39).

Diviene obbligatoria la redazione del rendiconto finanziario consolidato.

Anche per il consolidato vale il principio di rilevanza menzionato per il bilancio d’impresa.

Per quanto attiene ai principi di consolidamento (art 31), la possibilità di non eliminare gli importi relativi a operazioni infragruppo è riservata alle sole operazioni concluse a  normali  condizioni di mercato, se la loro eliminazione comporta costi sproporzionati.

In tema di uniformità dei criteri di valutazione, deroghe a tale principio sono ammesse in casi eccezionali, purché indicate e motivate in nota integrativa.

 

 

 

 

 

Dal 2016 aumenta la deducibilità delle spese di rappresentanza

Fra le misure pro-contribuente previste dal “decreto internazionalizzazione” DLgs. 14.9.2015 n. 147 (G.U. 22.9.2015 n. 220) si segnala la revisione in aumento delle soglie di deducibilità delle spese di rappresentanza attualmente previste dal DM 19.11.2008. Le nuove disposizioni entrano in vigore con decorrenza dal 2016 (Unico 2017) per i soggetti con anno d’imposta coincidente con l’anno solare.

 

* * *

 

Il nuovo comma 2 dell’art. 108 del TUIR, come modificato dall'art. 9 del DLgs. 147/2015 (c.d. decreto internazionalizzazione), prevede ora la deducibilità, nel periodo di sostenimento, delle spese di rappresentanza che rispondano ai requisiti di inerenza stabiliti con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, anche in funzione della natura e della destinazione delle stesse. Il requisito di congruità delle spese viene specificato nello stesso art. 108 del TUIR che fissa i nuovi limiti di congruità (prima individuati dal DM 19.11.2008), che continuano ad essere commisurati all’ammontare dei ricavi e proventi della gestione caratteristica dell’impresa (quelli fiscalmente rilevanti risultanti dalla dichiarazione dei redditi come chiarito dalla circ. n. 34/2009, § 5.1). 

I nuovi limiti di deducibilità sono i seguenti:

- 1,5% (invece del 1.3%) dei ricavi e altri proventi fino a 10 milioni di euro;

- 0,6% (invece dello 0,5%)  dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 10 milioni e fino a 50 milioni;

- 0,4% (invece dello 0,1%) dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 50 milioni.

 

Si prevede inoltre che con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze tali soglie potranno essere riviste unitamente al limite di deducibilità integrale dei beni distribuiti gratuitamente (omaggi), ad oggi fissato in misura pari a 50,00 euro.

 

In allegato si riporta un prospetto di sintesi delle soglie di deducibilità delle spese di rappresentanza prima e dopo le modifiche apportate dal decreto internazionalizzazione.

 

 

Paesi black list e decreto internazionalizzazione

È stato di recente approvato il c.d. “decreto internazionalizzazione” - DLgs. 14.9.2015 n. 147 (G.U. 22.9.2015 n. 220) in attuazione dell’art. 12 della L. delega 23/2014 - che interviene a modificare il quadro delle norme interne che regolano alcuni importanti profili nei rapporti internazionali tra imprese indipendenti o appartenenti al medesimo gruppo. 

Tra le varie risulta modificata, in senso meno restrittivo, la disciplina sulla deducibilità dei costi con imprese residenti in Stati o territori a fiscalità privilegiata.  Le disposizioni operano già dal periodo d’imposta 2015.

 

* * *

 

In tema di deducibilità dei costi black list si è passati da una presunzione di indeducibilità ad una presunzione di deducibilità, seppur  nel limite del valore normale degli stessi (ex art. 9 del TUIR). Di contro,  per i costi che eccedono il valore normale, resta la necessità, ai fini della deducibilità del costo, di provare l’effettivo interesse economico dell’operazione ex art. 110 c. 10 Tuir.

Di conseguenza, dal 2015 in presenza di un componente negativo di spesa proveniente da fornitore residente in un Paese Black list, ivi comprese, in base alle circolari dell’Agenzia delle Entrate 51/2010 e 35/2012, le minusvalenze dei cespiti acquistati da un fornitore black list, gli interessi passivi e le quote di ammortamento, lo stesso risulta deducibile posto che il suo valore non ecceda quello “normale”. 

Per altro verso in caso di superamento del valore normale resta necessario dimostrare, come peraltro avveniva in passato in ogni caso, che l'operazione ha avuto concreta attuazione e che l'acquirente residente ne ha tratto un effettivo interesse economico. E’, quindi, questa l’unica condizione rimasta in quanto l’altra prevista dal previgente art. 110, consistente nella prova dell’esercizio effettivo di un’attività commerciale prevalente da parte del fornitore estero, è stata eliminata. 

Resta invece in vigore l’obbligo di indicare separatamente il costo nel modello UNICO, anche se non superiore al valore normale.

La novità in esame rappresenta una significativa semplificazione delle disposizioni inerenti i rapporti con imprese aventi sede nei paesi black list; tale novità normativa, unitamente alla recente revisione degli elenchi dei paesi a regime fiscale privilegiato (DM 27.4.2015, che ha modificato il DM 23.1.2002 che ha espunto dalla liste importanti paesi quali Singapore, Emirati Arabi Uniti), fa emergere un sostanziale alleggerimento degli adempimenti a carico delle imprese italiane interessate.