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Trust autodichiarato e imposte indirette in misura fissa

Si segnala la recente sentenza n. 21614 del 26.10.2016 della Corte di Cassazione in materia di Trust secondo la quale il trasferimento di beni in un Trust autodichiarato non determina l’applicazione dell’imposta di donazione e le imposte di registro ed ipotecarie e catastali sono dovute in misura fissa; la tassazione in misura proporzionale è rinviata al momento in cui si realizzi un reale trasferimento di beni dal trust ai beneficiari effettivi. 

 

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Come noto, il trust si sostanzia in un rapporto giuridico fondato sul rapporto di fiducia tra disponente (settlor o grantor), che trasferisce, per atto inter vivos o mortis causa, taluni beni o diritti e il trustee il quale li amministra, con i diritti e i poteri di un vero e proprio proprietario, nell’interesse del beneficiario o per uno scopo prestabilito. 

In particolare per trust autodichiarato si intende quello in cui è lo stesso disponente ad essere designato quale trustee; in tal caso il vincolo di destinazione sui beni si forma all’interno dello stesso patrimonio del disponente.

La posizione dell’Agenzia delle entrate (circ 48/2007 e circ 3/2008) sulla tassazione indiretta dei trust è ferma nel ritenere che il conferimento di beni nel trust vada assoggettato all’imposta sulle successioni e donazioni in misura proporzionale, sia esso disposto mediante testamento o per atto inter vivos; ciò in quanto, secondo le disposizioni stabilite all’art. 2, commi da 47 a 49, del DL n. 262/2006, la costituzione dei vincoli di destinazione è soggetta all’imposta sulle successioni e donazioni. 

La recente sentenza della Cassazione qui esaminata, che affronta in particolare il caso del trust autodichiarato,  si contrappone alla posizione dell’Agenzia delle entrate aderendo, invece, ad un orientamento della giurisprudenza di merito e di una precedente sentenza di legittimità (Cassazione, sez. trib. n. 25478 del 18.12.2015).

In particolare la Corte parte dall’assunto che l’istituzione di un trust cosiddetto autodichiarato con conferimento di immobili e partecipazioni sociali, con durata predeterminata o fino alla morte del disponente-trustee, va inquadrata nella fattispecie delle liberalità indirette, dato che “per suo mezzo il disponente provvederà a beneficiare i suoi discendenti non direttamente e bensì a mezzo del trustee in esecuzione di un diverso programma negoziale…la costituzione del trust come è normale che avvenga per i vincoli di destinazione, produce soltanto efficacia segregante i beni eventualmente in esso conferiti e questo sia perché degli stessi il trustee non è proprietario bensì amministratore e sia perché i ridetti beni non possono che essere trasferiti ai beneficiari in esecuzione del programma negoziale stabilito per la donazione indiretta”.

Pertanto ad avviso della Corte la costituzione di beni immobili in trust deve scontare l’imposta ipotecaria e quella catastale in misura fissa, in quanto la tassazione proporzionale sarà dovuta solo quando il trasferimento sarà effettivamente realizzato, ovvero quando i beni verranno trasferiti ai beneficiari designati.

Ed inoltre, la citata sentenza della Cassazione, superando un precedente orientamento giurisprudenziale (si vedano precedenti sentenze Cass. 4482/2016, 3735, 3737 e 3886 del 2015) esclude altresì che alla costituzione del trust si renda applicabile l’imposta di successione e donazione.

 

Rottamazione dei ruoli 

L’articolo 6 del Decreto Fiscale collegato alla manovra di bilancio 2017, D.L. n. 193 del 22 ottobre 2016, in GU del 24 ottobre prevede una nuova procedura di definizione agevolata delle cartelle Equitalia, finalizzata allo smaltimento dei ruoli pendenti.

 

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La nuova procedura di rottamazione dei ruoli consente di definire le cartelle esattoriali affidate agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2015, relative a imposte dirette (IRPEF, IRES, IRAP), IVA (esclusa quella all’importazione), dazi, contributi previdenziali (compresi quelli delle Casse private) e assistenziali, i tributi locali e le multe stradali.

Per definire i ruoli è richiesto il versamento  dell’intera imposta evasa (o importo dell’infrazione) a titolo di capitale e interessi, oltre agli aggi di riscossione maturati e le spese da rimborsare per procedure esecutive diritti di notifica ma con stralcio totale degli interessi di mora e delle sanzioni.

Possono aderire procedura anche i contribuenti che hanno in corso la rateizzazione dei ruoli purché siano in regola con le rate in scadenza  fra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2016. In tal caso, non è prevista la restituzione degli eventuali maggiori importi già versati nell’ambito del piano di rateazione, rispetto agli sconti previsti dalla rottamazione; qualora il contribuente, con i pagamenti rateali, abbia già raggiunto l’importo che risulta dalla definizione agevolata, per beneficiarne è comunque tenuto a presentare domanda di definizione agevolata a Equitalia. 

Per aderire occorrerà inviare una comunicazione a Equitalia entro il 22 gennaio 2017 utilizzando lo specifico modulo di richiesta che sarà disponibile entro il prossimo 7 novembre. Equitalia calcolerà l’importo dovuto e provvederà ad inviare comunicazione con allegati i bollettini arriverà al debitore entro 180 giorni dalla entrata in vigore del decreto.

Il pagamento può essere effettuato in un’unica soluzione o eventualmente ratealmente fino ad un massimo di quattro rate (le prime due rate pari a un terzo, terza e la quarta, che non può superare il 15 marzo 2018, pari a un sesto delle somme dovute). 

Nel corso della procedura sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero delle somme dovute, è ogni azione esecutiva e sono interrotte eventuali procedure di recupero coattivo già avviate. 

In caso di mancato pagamento anche di una sola rata, la procedura agevolata non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e nel caso in cui siano stati effettuati versamenti, questi rappresenteranno un acconto del residuo importo a debito con il Fisco.

 

Le novità del Decreto fiscale 193-2016 

Il 24 ottobre è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 249 il Decreto Fiscale collegato alla manovra di bilancio 2017, D.L. n. 193 del 22 ottobre 2016. Il Decreto è immediatamente esecutivo anche se potrà subire delle modifiche in sede di conversione in legge e contiene una serie di misure che entreranno in vigore per lo più a partire dal 2017: dalla soppressione di Equitalia con l’introduzione di un nuovo ente di riscossione, sino alla nuova edizione della voluntary disclosure, con rilevanti novità in materia di IVA e di dichiarazione integrativa..

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Le principali novità introdotte dal Decreto fiscale riguardano, in sintesi:

 Soppressione Equitalia che a partire dal 1° luglio 2017 cesserà ogni attività e verrà sostituita nell’attività di riscossione da un ente pubblico denominato “Agenzia delle Entrate-Riscossione”, sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell’Economia e delle finanze e al controllo dell’Agenzia delle Entrate;

 Definizione agevolata delle cartelle di pagamento, finalizzata allo smaltimento dei ruoli pendenti relativi agli anni dal 2000 al 2015, con possibilità di estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora ma versando soltanto le somme dovute a titolo di capitale e interessi, oltre gli aggi di riscossione maturati e le spese da rimborsare per le procedure esecutive e la notifica della cartella di pagamento.

 Riapertura della procedura di Voluntary Disclosure con nuovo termine di presentazione al 31 luglio 2017, con le stesse regole previste per la voluntary dello scorso anno e possibilità di regolarizzare le violazioni commesse fino al 30 settembre 2016;

 Introduzione obbligo di trasmissione dei dati IVA trimestrali, in luogo dell’attuale spesometro annuale, con invio con cadenza trimestrale di una comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (art. 21, D.L. n. 78/2010) e di una comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA (nuovo art. 21, D.L. n. 78/2010).

 Semplificazione di alcuni adempimenti fiscali: 

- abolizione dal 1° gennaio 2017 degli elenchi Intrastat degli acquisti di beni e delle prestazioni di servizi ricevute e delle le comunicazioni dei dati dei contratti stipulati dalle società di leasing, 

- soppressione a partire dall’anno d’imposta in corso al 31 dicembre 2017, della comunicazione delle operazioni con Paesi in black list;

- differimento, a decorrere dal 2017, del termine di trasmissione della dichiarazione annuale Iva che viene fissato tra il 1° febbraio e il 30 aprile (resta invariato il termine per la dichiarazione 2016, da presentare entro febbraio 2017)

- novità per gli obblighi formali relativi all’estrazione delle merci dai depositi Iva, a decorrere dal 1° aprile 2017 (viene infatti riscritto il comma 6 dell’articolo 50-bis del Dl 331/1993)

 Dilazione della scadenza per la dichiarazione dei redditi integrativa fino al quinto anno successivo (e non più fino alla scadenza delle dichiarazione successiva), con possibilità di utilizzare in compensazione l’eventuale credito.