Aumenti in vista anche per le partecipazioni qualificate

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Un emendamento al Decreto Irpef DL 66/2014 (GU del 24.04.2014) prevede a partire dal 1° luglio prossimo, un aumento della base imponibile nella tassazione sui dividendi e le plusvalenze delle partecipazioni qualificate dall’attuale 49,72% al 60,46%. La misura, secondo le intenzioni del legislatore, dovrebbe servire a ristabilire l’equilibrio tra la tassazione prevista per le partecipazioni non qualificate e quelle qualificate. In realtà, a ben vedere, la predetta equiparazione si realizza solamente in riferimento ai redditi per i quali si applica l’aliquota marginale più elevata del 43%, tant’è che l’aliquota del 26% corrisponde ad una tassazione del 43% sul 60.46% dell’imponibile; per i redditi inferiori la tassazione in dichiarazione resta più conveniente rispetto alla cedolare del 26%.

Storicamente le partecipazioni non qualificate hanno beneficiato di un regime fiscale più favorevole grazie all’applicazione della cedolare secca. A seguito del riordino della tassazione sulle rendite finanziarie dapprima con il DL n. 138 del 13 Agosto 2011 (convertito con modificazioni dalla Legge n. 148 del 14 Settembre 2011). e poi ora con il Dl 66/2014 in commento, la tassazione delle partecipazioni non qualificate risulta penalizzata rispetto alle qualificate.

 

 

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Si ricorda che per partecipazione qualificata (ai sensi dell’art. 67, comma 1 lett. c-bis TUIR) il possesso di azioni, diverse dalle azioni di risparmio, e di ogni altra partecipazione al capitale od al patrimonio dei soggetti Ires di cui all'articolo 5 TUIR, nonché diritti o titoli attraverso cui possono essere acquisite le predette partecipazioni, qualora le partecipazioni, i diritti o titoli rappresentino, complessivamente, una percentuale di diritti di voto esercitabili nell'assemblea ordinaria superiore al 2 o al 20 per cento ovvero una partecipazione al capitale od al patrimonio superiore al 5 o al 25 per cento, secondo che si tratti di titoli negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni.

A seguito dell’emendamento all’art. 3, comma 3bis DL 66/2014, in corso di approvazione, sempre a partire da luglio "gli utili derivanti dalla partecipazione in società ed enti soggetti all'Ires e i proventi equiparati derivanti da titoli e strumenti finanziari assimilati alle azioni (vale a dire i titoli e gli strumenti finanziari emessi da società ed enti), nonché le remunerazioni derivanti da contratti, concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 60,46%".

 

Stesso aumento per le plusvalenze su partecipazioni qualificare realizzate a decorrere dal 1 luglio 2014. Infatti la nuova disposizione prevede che "le plusvalenze derivanti da cessione delle aziende realizzate a decorrere dal 1° luglio 2014 non concorrono alla formazione del reddito imponibile, in quanto esenti, limitatamente al 39,54% del loro ammontare. La stessa percentuale si applica per la determinazione della quota delle corrispondenti minusvalenze non deducibile dal reddito imponibile". L'emendamento stabilisce anche che "le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificate a partire dal 1° luglio 2014 "concorrono alla formazione del reddito imponibile per il 60,46% del loro ammontare".

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