Ravvedimento operoso più ampio dal 2015

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Tra le misure volte a “semplificare gli adempimenti, stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari e favorire l’emersione di base imponibile”, il disegno di legge di stabilità 2015, all’articolo 44, prevede un radicale rinnovamento dell’istituto del ravvedimento operoso.

 

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Come noto, il ravvedimento operoso, disciplinato dall’ art. art.13 del D. Lgs. 18/12/1997, n. 472 - disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, è lo strumento con il quale il contribuente può spontaneamente regolarizzare versamenti di imposte omessi o insufficienti e altre irregolarità fiscali, versando anche i relativi interessi e beneficiando di una riduzione delle sanzioni nella seguente misura:

- 0,2% giornaliero del minimo della sanzione entro 14 giorni (ravvedimento sprint)

- 1/10 del minimo della sanzione entro 30 giorni dal mancato versamento 

- 1/8 del minimo della sanzione entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non é prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore.

 

Al fine di rendere più efficace l’istituto in commento come strumento deflattivo del contenzioso, il disegno di legge prevede l’ampliamento delle casistiche nelle quali il contribuente può accedere alla regolarizzazione attraverso il ravvedimento operoso ed in particolare l’allungamento del termine entro cui effettuare la regolarizzazione e la rimodulazione delle sanzioni.

Con modifica del comma 8 art. 2 DPR 322/1998, viene quindi prevista la possibilità di accedere al ravvedimento anche oltre il termine di un anno dall’omissione, nell’ipotesi di presentazione di dichiarazioni integrative dei redditi, Irap e sostituti d'imposta per la correzione di errori od omissioni, le quali si ricorda, possono essere presentate entro il 31/12 del quarto anno successivo a quello di originaria presentazione. Di conseguenza, al ravvedimento sprint (entro 14 giorni dopo la scadenza con sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo), al ravvedimento breve (entro 30 giorni con sanzione pari al 3%) e a quello lungo (entro un anno con sanzione al 3,75%) si aggiungono le seguenti tre opzioni:

- ravvedimento entro 90 giorni con sanzioni al 3,3% (1/9 del minimo, pari al 30%)

- ravvedimento entro due anni, con sanzione al 4,2% (1/7 del minimo, pari al 30%)

- ravvedimento oltre due anni, con sanzioni fino al 5% (1/6 del minimo, pari al 30%)

Il disegno di legge prevede, per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, la possibilità di utilizzare il nuovo ravvedimento operoso anche in presenza di un processo verbale di constatazione o di notifica di “avvisi bonari”. Rimane preclusa la possibilità una volta avvenuta la notifica degli atti di liquidazione e di accertamento.

Quanto all’entrata in vigore del nuovo ravvedimento operoso, vi è qualche incertezza a causa dell'assenza nella legge di Stabilità d'indicazioni specifiche sulla decorrenza delle nuove norme; non è chiaro infatti se il nuovo ravvedimento riguarderà unicamente le violazioni commesse a decorrere dal primo gennaio del 2015 o se potrà essere applicato anche a quelle pregresse. Occorre sul punto rilevare come nel settore tributario il principio del favor rei dà la precedenza alla legge più favorevole che presenta quindi effetti più lievi per il contribuente anche per il passato.

Nella tabella allegata vengono riepilogati i termini per l’accesso al ravvedimento operoso evidenziando in grassetto le novità introdotte dalla legge di stabilità.