Verso una voluntary disclosure bis 

Stampa la news

Fonti ufficiali affermano che il Governo sta lavorando all’adozione nei prossimi mesi di un provvedimento per la riapertura dei termini della voluntary disclosure. In effetti da tempo si parla di una possibile riedizione della procedura di collaborazione volontaria ovvero della introduzione anche nel nostro ordinamento, di un istituto a regime, di carattere permanente come il ravvedimento operoso, in analogia con quanto previsto in altri Stati e in conformità alle indicazioni Ocse. 

 

* * *

 

La prima edizione della voluntary disclosure introdotta dalla Legge n. 186/2014, come noto, ha consentito la regolarizzazione delle violazioni in materia di monitoraggio fiscale e di imposte sui redditi esteri con riferimento agli anni 2009-2013, facendo emergere un maggior gettito per l’erario di circa 4 miliardi, a fronte di 60 miliardi di euro di capitali esteri rimpatriati (che rappresentano all’incirca la metà di quelli stimati in totale). 

A fronte di tale successo della procedura di compliance sia in termini di maggior gettito per l’erario che di opportunità di regolarizzazione anche sotto il profilo penale della detenzione illecita di capitali esteri, per i contribuenti, sembra ormai prossima l’approvazione di un nuovo provvedimento per il rientro dei capitali “in nero” ancora detenuti all’estero ovvero irregolarmente trasferiti in Italia (cassette di sicurezza, gioielli, contanti). 

Ad oggi non risulta ancora chiaro se la voluntary bis si sostanzierà in una mera riapertura dei termini della precedente edizione di cui alla legge 186/2014, con estensione quindi delle procedure già note e collaudate alle annualità nel frattempo maturate del 2015-2016, salvo una necessaria ed equitativa penalizzazione in termini sanzionatori rispetto alla prima edizione, oppure se verrà invece introdotto un istituto a regime di collaborazione volontaria sulla scorta di quelli già adottati ad esempio in Francia, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti.

L’appeal di una voluntary bis si accresce alla luce del mutato contesto internazionale nel quale sempre più paesi si attivano per adottare lo scambio automatico delle informazioni in tempi brevi (a partire dal 2017/18) e in forza delle novità legislative a livello internazionale: normative antiriciclaggio Gafi già applicate da tutti gli operatori finanziari, l'imminente recepimento della IV direttiva Ue antiriciclaggio, le recenti proposte del Governo Usa di modifica delle leggi antiriciclaggio che prevedono l'individuazione del titolare effettivo finale (final beneficial owner) e la segnalazione per operazioni sospette di riciclaggio anche per i presunti reati fiscali. 

 

  • Nessun Allegato Disponibile