Cedolare secca al 10% per locazioni a canone concordato

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Il decreto legge n. 47 del 28 marzo 2014, Piano Casa in vigore dal 29 marzo scorso ha previsto la riduzione dell’aliquota della cedolare secca per i contratti di locazione a canone concordato. L'aliquota della cedolare secca sui redditi derivanti da canoni di locazione prevista all'art. 3, comma 2, 4° periodo, d.lgs. n. 23/2011, è quindi ridotta al 10% per il quadriennio 2014-2017.

 

 

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La “cedolare secca” è un regime facoltativo, previsto per le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento su unità immobiliari ad uso abitativo locate a privati; restano esclusi gli immobili locati nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni. Tale regime agevolativo si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali dovute sul reddito fondiario dell’immobile. La cedolare sostituisce altresì l’imposta di registro e l’imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione (ad esclusione dell’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione). L’opzione, salvo revoca, è vincolante per l’intero periodo di durata del contratto (o della proroga) o, nei casi in cui l’opzione sia esercitata nelle annualità successive alla prima, per il residuo periodo di durata del contratto. La scelta per la cedolare secca implica la rinuncia alla facoltà di chiedere, per tutta la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione Istat.

Il decreto sul piano casa ha confermato la riduzione dal 15 al 10% della cedolare secca sugli affitti a canone concordato. Il beneficio riguarda quindi i soli contratti di locazione a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitative di cui all’art. 1, lettera a) e b) del dl 551/1988 (in pratica, dei comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e dei comuni confinanti con gli stessi nonché gli altri comuni capoluogo di provincia) nonché nei comuni ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe).

I vantaggi di un'aliquota unica al 10%, che sostituisce l'Irpef, le sue addizionali comunali e regionali, il bollo e l'imposta di registro sono consistenti e potrebbero indurre a rivedere le scelte fatte in passato. Ed infatti chi avesse già stipulato un contratto a canone concordato, senza optare per la cedolare, può sempre comunicare tale scelta entro il termine per il pagamento annuale dell'imposta di registro.

Lo sconto fiscale è invece automatico per coloro che hanno già applicato la cedolare su un affitto convenzionato: in questo caso, infatti, la riduzione del prelievo si applica su tutti i canoni percepiti dal 2014 al 2017, senza bisogno di alcun adempimento. I benefici si producono fin dalla prossima dichiarazione dei redditi, in quanto la determinazione dell'acconto per l’anno 2014 dovrà tener conto della aliquota ridotta.

Più complicato il discorso per chi ha un contratto libero stipulato da poco: per optare per il canone concordato, infatti, è necessaria una disdetta anticipata e la stipula di un nuovo contratto, operazione che presuppone necessariamente un accordo con l'inquilino che dovrà essere disposto ad accettare anche e soprattutto una diversa durata del contratto.

 

Si ricorda che l’opzione per la cedolare secca da quest’anno va effettuata attraverso il nuovo modello RLI, previo invio all'inquilino di raccomandata con cui gli si comunica l'applicazione della cedolare e la rinuncia all'aggiornamento automatico del canone. 

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