Holding e Leveraged Cash Out

Stampa la news

Nella recente circolare n. 21 del 4 agosto 2016, Assonime ha affrontato, anche alla luce della nuova disciplina in tema di abuso del diritto contenuta nel nuovo articolo 10-bis della legge n. 212/2000, il tema della liceità della costituzione di holding e relativo Leverage Cash Out in favore dei soci persone fisiche. 

 

* * *

 

La Circolare Assonime n. 21/2016, illustra la disciplina in tema di abuso del diritto contenuta nel nuovo articolo 10-bis della legge n. 212/2000 introdotto dal D.Lgs. n. 128 del 2015 in attuazione della legge delega di riforma del sistema tributario, disposizione che ha sostituito la precedente norma antielusiva contenuta nell’art. 37bis DPR 633/72 (cfr news 14/2015 e 14/2016).

Assonime si sofferma ad esaminare alcune operazioni oggetto di analisi da parte dell’Agenzia delle Entrate sotto il profilo della potenziale elusività, tra cui la costituzione di holding da parte di persone fisiche e, quindi, la cessione da parte delle stesse delle partecipazioni detenute. 

Nella prassi professionale si definisce “leveraged cash out” l’operazione con cui i soci di una società di capitali con consistenti riserve di utili vendono le quote oggetto di rivalutazione nella medesima ed ottengono la liquidazione del prezzo con la liquidità generata dai dividendi della stessa società partecipata. L’Agenzia in passato ha contestato la legittimità di tali operazioni in quanto dirette a trasformare i dividendi (con tassazione ordinaria in redditi diversi (oggetto di affrancamento a seguito della rivalutazione).

Assonime, nel ricordare il citato orientamento dell’Agenzia delle Entrate, affronta la questione della legittimità di tali operazioni alla luce della norma sull’abuso del diritto e dei criteri di applicazione di tale norma fissati da ultimo dalla stessa Cassazione con sentenza n. 25758 del 05.12.2014; la Corte ha ribadito lo schema logico per verificare nel caso concreto la violazione della norma antielusiva, basato sull’indagine dell’esistenza dei tre requisiti costitutivi dell’abuso: 1) vantaggio tributario indebito, 2) mancanza dei sostanza economica, 3 ) essenzialità delle ragioni fiscali.

In base all’applicazione di tale metodo, secondo Assonime, le operazioni di “leveraged cash out” possono ritenersi abusive solo in caso di difetto di sostanza economica dell’operazione, quando ad esempio, pur a seguito della cessione alla holding delle partecipazioni nella società che ha prodotto gli utili, i soci conservano di fatto la stessa partecipazione nella società operativa, seppure in via indiretta.

Per contro, può affermarsi, come già sostenuto da numerosi autori (Primo Ceppellini in Sole 24 ore del 22 gennaio 2015), che tali operazioni possano essere considerate non elusive quando il vantaggio fiscale non risulti essenziale ed esclusivo, ma l’operazione, così strutturata, consenta di raggiungere finalità economico-aziendali rilevanti, quali il cambio del controllo societario (anche nell’ambito del passaggio generazionale) e/o la ridefinizione della struttura funzionale ed organizzativa del gruppo. 

 

  • Nessun Allegato Disponibile