Assegnazione di beni ai soci: ecco i chiarimenti dell’Agenzia

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Con la recente circolare n. 26/E del 1° giugno 2016 l’Agenzia delle entrate ha fornito gli attesi chiarimenti sui regimi agevolati di assegnazione e cessione di beni ai soci, di trasformazione in società semplice e di estromissione dell'immobile strumentale dell'imprenditore individuale introdotti dalla Legge di Stabilità 2016 dall'art. 1 co. 115-121 della L. 208/2015.

 

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Di seguito si richiamano i principali chiarimenti forniti nonché le lacune ancora presenti nella normativa in oggetto. . 

A tale ultimo proposito, infatti, si rileva subito  che la circolare non ha fornito alcuna esemplificazione circa la questione relativa agli effetti in capo ai soci dell’annullamento delle riserve in sospensione d’imposta, come le riserve di rivalutazione.  Su tale argomento ad oggi si possono richiamare numerose interpretazioni dottrinali che escludono che una volta assolta l’imposta sostitutiva prevista nella misura del 13% occorra nuovamente tassare i soci; tuttavia, data vasta platea di operatori interessanti a tale casistica, sarebbe auspicabile un chiarimento in tal senso anche da parte dell’Agenza delle Entrate. 

La circolare in oggetto, inoltre, precisa il concetto di assegnazione che si realizza quando “la società procede, nei confronti dei soci, alla distribuzione di capitale o di riserve di capitale ovvero alla distribuzione di utili o di riserve di utili mediante l’attribuzione di un bene ... anche nei casi di rec3esso, riduzione del capitale esuberante o di liquidazione previsti dall’art. 47 comma 7 Tuir”.

In relazione ai beni agevolabili, la circolare conferma la possibilità di mutare destinazione ai beni anche in prossimità dell'assegnazione o della cessione al fine di beneficiare delle agevolazioni. Nel caso di società in liquidazione tutti gli immobili possono rientrate nell’assegnazione agevolata.

Viene inoltre chiarito che non possono essere oggetto di assegnazione le quote di partecipazione in società e i singoli diritti reali sugli immobili come l’usufrutto, la nuda proprietà o diritti edificatori.

Sotto il profilo degli effetti viene chiarito che la condizione di efficacia dell'assegnazione va individuata nella indicazione dei valori e della correlata imposta sostitutiva nel modello UNICO (e non, quindi, nel versamento dell'imposta sostituiva che può invece essere anche versata tardivamente, mediante ravvedimento operoso o essere addirittura iscritta a ruolo); è stato inoltre precisato che l'omessa indicazione nel modello UNICO dei dati riferiti all'estromissione può essere sanata, al più tardi, entro 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione, e non già entro il termine della dichiarazione successiva.

Importanti chiarimenti riguardano poi la tassazione in capo ai soci assegnatari, con particolare riguardo alla riduzione del reddito in natura del socio assegnatario in ragione dei valori assoggettati ad imposizione sostitutiva in capo alla società. La circolare si sofferma quindi sui vari casi di tassazione del socio.

In capo al socio di una società di capitali, ai sensi dell’articolo 47 del Tuir, occorre distinguere se a fronte dell’assegnazione di beni vengono annullate riserve di utili ovvero riserve di capitale. L’assegnazione mediante riduzione di riserve di utili ha sempre rilevanza reddituale in capo al socio, mentre il costo della partecipazione rimane inalterato; il dividendo tassato è determinato come differenza tra il valore normale/catastale del bene e la plusvalenza assoggettata ad imposta sostitutiva in capo alla società. E’ precisato che in caso di assegnazione di beni con contestuale accollo di debiti da parte del socio, il valore da tassare in capo al socio rileva al netto dei debiti accollati. In caso di attribuzione di riserve di capitale, con conseguente riduzione del patrimonio netto della società, in linea generale non si ha reddito imponibile in capo al socio ma si determina solo una rideterminazione del costo fiscale della partecipazione, che prima si incrementa del maggior valore affrancato dalla società e poi si riduce in misura pari al valore del bene fuoriuscito dal patrimonio sociale; si ha tassazione in capo al socio solo nel caso in cui il valore normale/catastale del bene assegnato risulti superiore al costo fiscale della partecipazione, incrementato già della differenza assoggettata ad imposta sostitutiva.

Nel caso di società di persone, attesa la tassazione per trasparenza, la circolare precisa che il pagamento dell’imposta sostitutiva rende definitiva e liberatoria la tassazione in capo ai soci assegnatari per l’importo già tassato sulla società. L’assegnazione dei beni ai soci comporta in tale ipotesi una riduzione del patrimonio netto della società in contropartita della riduzione dell’attivo dello stato patrimoniale, come effetto del trasferimento dei beni dalla sfera patrimoniale della società a quella del socio. In capo ai soci si avrà la rideterminazione del costo fiscale della partecipazione che si incrementa per l’ammontare che sconta l’imposta sostitutiva e poi si riduce in funzione del valore normale/catastale del bene assegnato. 

In relazione agli effetti in capo alla società assegnataria la circolare afferma che eventuali minusvalenze che dovessero emergere dalla differenza tra il valore normale/valore catastale dei beni stessi e il loro costo fiscalmente riconosciuto non possono andare a riduzione delle plusvalenze, in quanto componenti negative indeducibili a norma dell'art. 101 co. 1 del TUIR. Niente viene detto espressamente in ordine alla deducibilità delle minusvalenze che emergono a seguito della cessione dei beni ai soci, che in via interpretativa potrebbe dunque considerarsi deducibili in quanto realizzate mediante un atto a titolo oneroso.

Infine, sotto il profilo delle imposte indirette, quanto all’Iva, che si ricorda si applica alle assegnazioni/cessioni in misura ordinaria (ad esclusione dei beni per i quali all’atto dell’acquisto non è stata detratta l’imposta) viene chiarito che la base imponibile Iva è data non dal valore normale ma piuttosto dal costo “attualizzato” rappresentato dal prezzo di acquisto dei beni tenendo conto in aumento di tutte le spese necessarie per migliorie e in riduzione del deprezzamento intervenuto.

Quanto all’imposta di registro, che si applica nella misura ordinaria ridotta al 50%, l’Agenzia fa salva la possibilità di calcolarla sul valore catastale per tutti gli immobili e non solo per quelli abitativi per i quali si applica la regola del prezzo-valore.

 

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