Il trattamento fiscale delle correzioni di errori contabili in bilancio

Stampa la news

Con circolare n. 31/E/2013 l’Agenzia delle Entrate ha esaminato il trattamento fiscale da applicare in caso di correzioni di errori contabili derivanti dalla mancata imputazione in bilancio di componenti negativi o positivi, alla luce del principio di competenza economica.

 

***

 

La circolare definisce “errori contabili”, distinguendoli dai cambiamenti di stima o di principi contabili, quelli derivanti dalla impropria o mancata applicazione di un principio contabile per errori matematici, erronee interpretazioni o mancanza di dati e informazioni. La correzione dell’errore contabile passa attraverso l’imputazione alla parte straordinaria del conto economico (voci E20 o E21) dell’esercizio in cui questo emerge una componente a rettifica della voce patrimoniale interessata.

Dal punto di vista fiscale, al fine di garantire la corretta determinazione del reddito in base al principio della competenza, la componente straordinaria rilevata in bilancio a correzione dell’errore contabile dovrà rilevare nell’esercizio di competenza e non in quello in cui risulta contabilizzata in bilancio. L’Agenzia rileva altresì l’esigenza di evitare la doppia tassazione sul medesimo componente reddituale, esaminando i casi specifici e individuando le modalità in cui il contribuente può recuperare la maggiore imposta versata e non dovuta o quelli in cui viceversa deve tassare il componente economico positivo non contabilizzato nel periodo corretto.

In particolare, la circolare esamina il caso in cui un costo/ricavo non viene contabilizzato, e quindi dedotto/tassato, nel corretto esercizio di competenza ma in un periodo d’imposta successivo. In tale ipotesi viene chiarito che il contribuente deve presentare una dichiarazione integrativa a favore/sfavore per correggere l’annualità in cui c’è stata l’omessa imputazione; qualora l’annualità oggetto di errore non sia più emendabile con l’integrativa, al fine di evitare la doppia tassazione l’Agenzia ammette la possibilità di ricostruire il risultato delle precedenti annualità interessate dall’inesattezza, riliquidando autonomamente la dichiarazione relativa all’annualità dell’omessa imputazione e quelle successive e presentando, per la prima annualità emendabile, dichiarazione integrativa nella quale confluiscano i risultati delle precedenti riliquidazioni effettuate. Nel caso in cui, per più errori, non sono stati contabilizzati nel corretto esercizio di competenza sia componenti negativi sia componenti positivi, occorrerà prima verificare se il risultato sia o meno complessivamente a favore del contribuente per poi procedere alla deduzione o alla tassazione, secondo le modalità sopra descritte.

Infine, l’Agenzia ha precisato che nell’ipotesi in cui il costo, non contabilizzato e non dedotto nell’esercizio di competenza, ma in esercizi successivi a seguito della rilevazione dell’errore in bilancio, prima di poter recuperare fiscalmente il costo con le modalità sopra descritte, il contribuente dovrà comunque presentare dichiarazione integrativa a sfavore e versare le maggiori imposte dovute per l’anno di errata deduzione del costo.






  • Nessun Allegato Disponibile