Entro il 30 giugno è possibile rivalutazione terreni e partecipazioni sociali

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Scade il 30 giugno prossimo il termine per accedere alla rivalutazione dei terreni (edificabili e non) e delle partecipazioni detenute al di fuori dell’attività di impresa usufruendo del regime agevolato di cui agli articoli 5 e 7 della legge n. 448/2001, termine così riaperto dalla Legge di Stabilità per il 2016 (legge n. 208 del 28.12.2015). La norma agevolativa ha ormai assunto carattere sistemico essendo interessata a regolari riedizioni, l’ultima ad opera della precedente Legge Stabilità 2015 (si rimanda alla news n. 1/2015). Rispetto alle precedenti riaperture dei termini, il costo di adesione è più oneroso essendo prevista una imposta sostitutiva con aliquota unica dell’8% per tutte le ipotesi di affrancamento. 

 

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Entro il termine del 30 giugno 2016 è ancora possibile affrancare in tutto o in parte le plusvalenze conseguite all’atto della cessione a titolo oneroso, ex art. 67, comma 1, lettere a)-c-bis), TUIR, di 

• terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi;

• partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, possedute a titolo di proprietà e usufrutto;

posseduti alla data dell’1.1.2016, non in regime di impresa, da parte di persone fisiche, società semplici e associazioni professionali, nonché di enti non commerciali.

La rivalutazione dovrà essere perfezionata mediante redazione ed all’asseverazione della perizia di stima da parte di un soggetto abilitato e versamento dell’imposta sostitutiva calcolata applicando al valore del terreno/ partecipazione risultante dalla perizia l’aliquota dell’8% per tutte le fattispecie di rivalutazione (anche quindi per le partecipazioni non qualificate nel 2015 affrancabili al 4% e negli anni precedenti al 2%). Si ricorda che dall’imposta dovuta può essere scomputata quella versata in occasione di precedenti rivalutazioni e che il versamento va effettuato in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2016 oppure in forma rateale fino ad un massimo di tre rate annuali di pari importo.

Per valutare la convenienza dell’affrancamento occorre considerare che, in caso di tassazione ordinaria:

• per le partecipazioni qualificate il reddito imponibile da tassare è pari al 49,72% della plusvalenza realizzata e, questo reddito, sommato a tutti gli altri redditi del soggetto, diventa imponibile seguendo le aliquote ordinarie;

• per le partecipazioni non qualificate la tassazione è pari al 26% della plusvalenza realizzata, senza considerare gli altri redditi del soggetto.

• per i terreni la tassazione delle plusvalenze avviene in base alle aliquote progressive Irpef.

 

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