Share deal non abusivo ai fini dell’Imposta di Registro

Stampa la news

Alla luce delle nuove norme sull’abuso del diritto di cui all’art. 10bis dello Statuto del contribuente, si registrano le prime decisioni giurisprudenziali che, finalmente, capovolgono il consolidato orientamento secondo cui il conferimento di azienda, seguito dalla successiva cessione della partecipazione , deve essere qualificato ai fini delle imposte d’atto (registro) come trasferimento d’azienda in base al disposto della norma antielusiva in materia di imposta di registro di cui all’art. 20 DPR 131/1986.

 

* * *

 

Come evidenziato nella newsletter  n. 14/2016 secondo un orientamento della Cassazione (si veda per tutte la recente sentenza n. 8542 del 29.04.2016) le operazioni cosiddette di share deal, consistenti nel conferimento d’ azienda a cui fa seguito la cessione delle partecipazioni nella società conferitaria, sono considerate elusive sotto il profilo delle imposte indirette, in base alla previsione speciale antielusiva di cui all’art. 20 DPR 131/1986 e, conseguentemente, riqualificate come cessione d’azienda.

Recentemente si sono finalmente espressi in senso opposto i giudici di merito (C.T.P. Reggio Emilia n. 228/1/16 del 14.07.2016), per i quali, invece, il conferimento di ramo di azienda con successiva cessione delle partecipazioni non può essere ritenuto elusivo ai fini dell'imposta di registro, e quindi riqualificato come cessione di ramo di aziendaSecondo i giudici di Reggio Emilia nelle operazioni di share deal, non può rinvenirsi un'ipotesi di abuso del diritto, in quanto la nuova norma sull'abuso del diritto, introdotta dal D. Lgs 128/2015 e contenuta nell'art. 10-bis della L. 212/2000, ha valenza generale nel nostro ordinamento e si applica, quindi, anche alle imposte d’atto. L'abuso/elusione si configura come vicenda di tipo residuale, rendendo per il contribuente pienamente legittima la scelta della soluzione operativa meno onerosa. 

Alla luce di tali considerazioni, le operazioni di share deal, che il nostro legislatore ha definito legittime sotto il profilo delle imposte dirette, ai sensi del comma 3 dell’art. 176 del Tuir (che prevede espressamente la disapplicazione delle norma antielusiva di cui all’art. 37 bis DPR 600/73) vanno dunque considerate tale anche ai fini delle imposte indirette; una diversa soluzione porterebbe alla conseguenza illogica di ritenere che la medesima operazione debba considerarsi elusiva ai fini dell’imposta di registro e non elusiva ai fini delle imposte dirette.

Infine, secondo la sentenza in commento, la norma di cui all'art. 20 del DPR 131/86, che stabilisce che l’imposta di registro è applicata secondo l’intrinseca natura e gli effetti giuridici degli atti presentati alla registrazione, anche se non vi corrisponde il titolo o la forma apparente, va interpretata non come norma antiabusiva, bensì come norma con funzione esclusivamente interpretativa del singolo atto portato alla registrazione, al fine di individuare l’esatta natura giuridica dell’atto.

  • Nessun Allegato Disponibile