Hong Kong cancellato dalle Black list

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Con due decreti del 18.11.2015 (in GU del 30.11.2015) Hong Kong è stato definitivamente cancellato dalle black list di cui ai DM 23.1.2002 (ex art. 110, comma 10 Tuir) e DM 21.11.2001 (ex art. 167 del TUIR) relativi, rispettivamente, alla disciplina CFC e a quella sulla indeducibilità dei costi. 

 

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L’eliminazione di Hong Kong dai Paesi a fiscalità privilegiata è una conseguenza della ratifica dell'Accordo contro le doppie imposizioni stipulato con l’Italia con Protocollo del 14.1.2013, ad opera della Legge n. 96/2015, in vigore dal 10.8.2015.

Gli elenchi dei Paesi black list sono stati recentemente oggetto di modifiche (v. news n. 10/2015) ad opera della legge di stabilità 2015 n. 140/2014 che, intervenendo sugli artt. 167 e 110 del Tuir,  ha modificato i criteri per l’individuazione dei Paesi black list ai fini dell’applicazione della disciplina sulle Cfc e ai fini dell’indeducibilità dei costi. 

In attuazione di tale norma, si ricorderà, il DM del 27 aprile 2015 (che ha modificato il DM 23.01.2002), ha cancellato dalla black list Paesi quali Emirati Arabi, Filippine, Malaysia, e Singapore e, in generale, gli Stati che hanno stipulato con l’Italia Accordi per lo scambio di informazioni conformi all’art. 26 modello OCSE già in vigore. Rimanevano ancora fra i Paese black list Svizzera, Liechtenstein, Monaco e Hong Kong i cui Accordi sullo scambio di informazioni già stipulati e conformi non erano ancora stati ratificati.

Ora con il citato decreto del 18 novembre anche Hong Kong esce dall’elenco dei Paesi a fiscalità privilegiata. Effetto immediato è la cancellazione di Hong Kong dalla lista dei paesi non collaborativi ai fini del monitoraggio fiscale (C.M. 38/E/2013).

Ai fini della non applicazione delle norme CFC (art. 167 Tuir) e della presunzione di indeducibilità dei costi (art. 110 c. 10 Tuir) è legittimo domandarsi se la decorrenza possa essere anticipata al 2015 stante il riferimento alla data di approvazione del decreto oppure, dato che la Convenzione Italia - Hong Kong per l’Italia è valida dal 1° gennaio 2016 mentre per Hong Kong dal 1° aprile 2016 (data questa di inizio dell’anno fiscale) debba essere riferita all’esercizio 2016. Si ritiene plausibile che per l’esercizio 2015 (UNICO 2016) debbano continuare ad applicarsi le vecchie regole, sia ai fini della CFC, sia dell’obbligo di indicare separatamente i costi nel quadro RF del modello UNICO.

Nessun dubbio invece sul fatto che per le operazioni con Hong Kong rimanga immutato l’obbligo di indicazione nella comunicazione polivalente ex art. 1, comma 1, del D.L. 25.3.2010, n. 40, in quanto tale adempimento è legato all’inserimento del Paese non solo nell’elenco di cui al DM 21.11.2001 (da cui Hong Kong è uscito) ma anche nell’elenco black list di cui al DM 4 maggio 1999 (valevole ai fini della prova per la residenza fiscale dei cittadini italiani nel quale continua a esserci Hong Kong insieme a Singapore, Malaysia e Filippine). 

 

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