Rendiconto Finanziario: il nuovo principio contabile italiano OIC 10

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Il 5 agosto 2014 l’Organismo Italiano di Contabilità ha emanato un nuovo principio contabile, l’OIC 10, sul Rendiconto Finanziario. In precedenza, le indicazioni riguardo tale documento informativo erano contenute nella versione del maggio 2005 dell’OIC 12 “Composizione e schemi del bilancio d’esercizio di imprese mercantili, industriali e di servizi”, ora rivista e pubblicata contestualmente all’OIC in commento.

L’Organismo Italiano di Contabilità ha ritenuto opportuno dedicare un apposito principio al Rendiconto Finanziario in quanto strumento indispensabile per ottenere informazioni circa la situazione finanziaria e la sua evoluzione, anche in accordo a quanto stabilito dai Principi Internazionali con lo IAS 7 - Statement of cash flow. Pur non essendo, il rendiconto, previsto dalle norme del codice civile come documento obbligatorio, l’OIC raccomanda la sua redazione a tutte le tipologie societarie.

 

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Le novità salienti rispetto alle indicazioni previste fino ad agosto sono le seguenti:

- eliminazione del capitale circolante netto come grandezza di riferimento per la redazione del rendiconto; 

- riformulazione delle definizioni di gestione reddituale, attività di investimento e attività di finanziamento; 

- inserimento di alcune indicazioni circa l’aggiunta, il raggruppamento e la suddivisione dei flussi finanziari e del generale divieto di compensazione tra flussi finanziari; 

- inserimento di alcune indicazioni in merito al rendiconto finanziario consolidato; 

- introduzione della distinzione tra flussi finanziari derivanti da capitale proprio o da capitale di debito nella presentazione del flusso dell’attività di finanziamento; 

- indicazioni specifiche riguardo al flusso finanziario derivante dall’acquisizione di una società controllata o di un ramo di azienda; 

- precisazioni sui flussi finanziari connessi ai derivati di copertura;

- eliminazione di alcune alternative contabili in merito a dividendi ed imposte.

La grandezza rispetto alla quale è misurata la variazione dei flussi finanziari è rappresentata unicamente dalle disponibilità liquide. In una definizione più restrittiva rispetto allo IAS 7, le disponibilità liquide sono costituite da depositi bancari e postali, da assegni, denaro e valori in cassa, anche in valuta estera. Scompare lo schema di rendiconto basato sul capitale circolante netto, in quanto poco diffuso, meno esplicativo e non presente nello IAS 7.

In calce al rendiconto, la società deve indicare l’ammontare di disponibilità liquide non liberamente utilizzabili (come, ad esempio, conti vincolati).

Il rendiconto, in forma scalare, presenta nell’ordine le seguenti sezioni: gestione reddituale, attività di investimento, attività di finanziamento. La somma algebrica dei flussi finanziari delle tre sezioni rappresenta l’incremento o il decremento delle disponibilità liquide. 

E’ espressamente vietata la compensazione interna come, ad esempio, quella tra erogazione di nuovi finanziamenti e rimborsi. 

Le operazioni non monetarie (permute di attività, emissione di azioni per acquisizione di una controllata, ecc.) non devono essere inserite nel prospetto. 

Accanto ad ogni flusso va indicato l’ammontare dell’esercizio precedente per permettere la  comparazione.

Il flusso della gestione reddituale può essere rappresentato col metodo diretto (evidenziando direttamente i flussi finanziari, metodo raccomandato dallo IAS7) o indiretto (rettificando il risultato di esercizio riportato nel conto economico, metodo più utilizzato nella prassi).

Tra i flussi finanziari dell’attività di investimento troviamo, distintamente, i flussi derivanti dall’acquisto e dalla vendita delle immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie e delle attività finanziarie non immobilizzate, sempre rettificati dalle variazioni dei relativi debiti o crediti, al fine di evidenziare l’effettivo esborso o incasso dell’esercizio (le plus/minusvalenze sono ricomprese nella gestione reddituale).

Tra i flussi finanziari dell’attività di finanziamento troviamo, distintamente, i flussi derivanti dall’ottenimento o restituzione di disponibilità liquide sotto forma di capitale di rischio o di capitale di debito.

Le stesse regole valgono per la redazione del rendiconto finanziario consolidato, con l’avvertenza di elidere i flussi infragruppo. Per quanto riguarda le acquisizioni e cessioni di controllate, il flusso finanziario derivante dal corrispettivo pagato o incassato va distintamente indicato fra le attività di investimento, al netto delle disponibilità liquide acquisite o dismesse come parte dell’operazione. Tali disposizioni valgono anche nel caso di acquisizione o cessione di ramo d’azienda.

 

L’OIC tratta poi specificamente alcuni particolari flussi: 

- i dividendi incassati e pagati sono indicati, rispettivamente, nella gestione reddituale e nell’attività di finanziamento;

- gli interessi pagati e incassati sono presentati distintamente tra i flussi finanziari della gestione reddituale, a meno che non afferiscano ad attività di investimento o ad attività di finanziamento;

- i flussi finanziari relativi alle imposte sul reddito sono indicati distintamente nella gestione reddituale (non è più prevista l’indicazione fra le attività di investimento o finanziamento);

- i flussi relativi ai derivati di copertura sono presentati nella medesima categoria dei flussi finanziari dell’elemento coperto;

- i flussi derivanti da operazioni in valuta estera, distinti per classe di attività, sono iscritti nel bilancio in euro, applicando il tasso di cambio tra l’euro e la valuta estera al momento in cui avviene il flusso (il risultato di esercizio è rettificato a monte per tener conto di utili o di perdite derivanti da variazioni nei cambi non realizzati).

 

In allegato lo schema di rendiconto finanziario dell’OIC 10 e il raffronto fra le disposizioni contenute nell’OIC 10 e quelle previste dall’OIC 12 (versione maggio 2005).