La Svizzera pone fine al segreto bancario

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La Svizzera ha da poco sottoscritto il c.d. MCAA “Multilateral Competent Authority Agreement on Automatic Exchange of Financial Account Information”, accordo in virtù del quale le Amministrazioni fiscali dei Paesi aderenti potranno scambiarsi in via automatica i dati dei rapporti finanziari intestati ai relativi residenti. Tale Accordo costituisce un importante strumento di contrasto alla sottrazione d’imposta sul piano internazionale e si inserisce nl quadro degli interventi promossi sia a livello OCSE (Standard for Automatic Exchange of Financial Account Information) sia a livello di singoli Paesi quali Stati Uniti (Facta) e Unione Europea (Direttiva 2011/16/UE).

 

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In data 19 novembre 2014, il Consiglio federale svizzero ha aderito all’accordo multilaterale per lo scambio automatico di informazioni in materia fiscale, al quale avevano già aderito dal 29 Ottobre altri 51 Paesi (che diventeranno 92 entro il 2018). 

Si riporta in allegato l’elenco dei Paesi che hanno sottoscritto l’accordo.

Lo scambio automatico di informazioni è un meccanismo che consente alle autorità fiscali degli Stati di inviarsi dati relativi ai contribuenti residenti. Si tratta di una procedura amministrativa che non richiede l'intervento dell'autorità giudiziaria e che prescinde dall'esistenza di un'indagine della magistratura; lo scambio automatico sarà possibile grazie all’accordo bilaterale tra gli Stati che intendono beneficiarne.

Di fatto l’adesione al Multilateral Competent Authority Agreement comporta la trasmissione sistematica e periodica di informazioni relative a varie categorie di reddito (dividendi, interessi, royalties, stipendi, pensioni, etc) dal paese di origine dei redditi al paese di residenza del contribuente.

Per quanto riguarda la Svizzera, la raccolta dei dati comincerà dal 2017 al fine di rendere possibile lo scambio dal 2018.

La comunicazione dei dati avverrà con cadenza annuale secondo lo Standard approvato dal Consiglio dell'OCSE il 15 luglio 2014 e riguarderà le seguenti informazioni:

- i dati anagrafici del titolare dei conti;

- il numero del conto;

- i dati dell’intermediario finanziario presso il quale il conto è intrattenuto;

- il controvalore del conto alla chiusura del periodo d’imposta (o alla chiusura del rapporto, se questa è avvenuta nel corso del periodo d’imposta).

La Svizzera porrà quindi termine al segreto bancario, con l’obiettivo, tra l’altro, di uscire dalle black list. Il segreto bancario, come noto, prevede la protezione della sfera privata dei clienti delle banche da interventi ingiustificati da parte dello Stato. Esso, tuttavia, non preclude la possibilità di richiedere ed ottenere documentazione in caso di processi penali, procedimenti di esecuzione forzata, frode fiscale, anche su richiesta di autorità straniere, ed in forza di specifici trattati e convenzioni.