Voluntary bis al test di convenienza 

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E’ iniziata la fase di applicazione della c.d. voluntary-bis reintrodotta dall’art. 7 del DL 193/2016 , intitolato “Riapertura dei termini della proceduta di collaborazione volontaria e norme collegate”. 

 

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La “collaborazione volontaria” in oggetto riguarda sia i soggetti che abbiano violato gli obblighi dichiarativi relativi al monitoraggio fiscale disciplinati dal DL n. 167/1990 (le persone fisiche, gli enti non commerciali, le società semplici ed equiparate residenti nel territorio dello stato) sia gli altri soggetti che abbiano commesso violazioni a carattere fiscale non riconducibili ad attività detenute all’estero (società, professionisti, enti commerciali)

Deve essere subito notato che tra la voluntary 1.0 e quella 2.0 il contesto internazionale è ulteriormente evoluto ed assumono sempre maggiore rilevanza gli scambi di informazioni fiscali tra i paesi. 

In particolare con il DM 17 gennaio 2017 il Ministero dell’Economia e della Finanze ha aggiornato la lista degli Stati che forniranno in modo automatico le informazioni fiscali all’Italia (e, viceversa) in merito ai rapporti intrattenuti nel paese straniero da contribuenti residenti in Italia. Tra questi invero sono presenti anche molti paesi con i quali esistono da tempo delle convenzioni contro le doppie imposizioni. La novità consiste tuttavia nel fatto che lo scambio di informazioni operato ai sensi della convenzione avviene con la modalità “su richiesta” mentre il nuovo regime prevede lo scambio in forma “automatica”. 

I contribuenti che intendono accedere alla collaborazione volontaria devono presentare in via telematica entro il 31 luglio 2017 apposita richiesta di accesso alla procedura utilizzando il modello ministeriale. La relativa istanza può essere integrata con le informazioni e i documenti entro il 30 settembre 2017 mentre il termine previsto per l’accertamento da parte degli uffici è del 31 dicembre 2018. 

I contribuenti interessati alla regolarizzazione devono tuttavia effettuare una valutazione di convenienza rispetto alla procedura del ravvedimento operoso lungo introdotto dalla legge di stabilità del 2015 (Dlgs n. 158/2015). Si osserva infatti che il calcolo di convenienza in oggetto – che in certi casi deponeva a vantaggio del ravvedimento già con la voluntary 1.0 -  presenta con voluntary 2.0 ulteriori elementi di valutazione 

Un primo elemento è rappresentato dell’arco temporale da considerare per la sanatoria con voluntary 2.0 che prevede ora, in condizioni normali, sei annualità per i redditi (dal 2010 al 2015) e sette annualità per il monitoraggio (dal 2009 al 2015). Di contro il ravvedimento operoso può essere esteso solo ai periodi ancora accertabili che, in condizioni normali (escluse le ipotesi di dichiarazione omessa o raddoppio dei termini), comprende quattro anni per i redditi (dal 2012 al 2015) e cinque anni per il monitoraggio fiscale (dal 2011 al 2015). Il conteggio delle annualità “scoperte” può essere differente, questa volta a svantaggio del ravvedimento, laddove fossimo in presenza di paesi black list con accordi che in molti casi hanno una validità limitata alla procedura di collaborazione volontaria. 

Un elemento di novità rispetto allo stato dell’arte in sede di voluntary 2.0 è dato dalla maggiore copertura sul piano delle sanzioni penali oggi offerta dal ravvedimento operoso in seguito al Dlgs n. 158/2015 nella parte in cui ha modificato gli art. 13 e 13 bis del Dlgs 74/2000. In particolare è stata introdotta la non punibilità per alcuni reati omissivi (omesso versamento di ritenute, Iva e indebita compensazione) in caso di pagamento del tributo e accessori. Altrettanto è previsto circa l’estinzione dei reati dichiarativi in seguito alla presentazione di ravvedimento operoso prima che sia stata avviata una qualunque attività di verifica. 

La valutazione di convenienza deve infine tenere conto di diversi altri profili quali la presenza di delegati sui conti esteri ( che in sede di voluntary beneficiano della possibilità di conteggiare le sanzioni pro-quota) il computo degli interessi da applicare (interesse legale per il ravvedimento contro il maggior saggio del 3,5% previsto per il caso di collaborazione volontaria), la possibilità di applicare nel ravvedimento la minore sanzione del 90% sui redditi (favore rei), di scomputare eventuali crediti esteri – in tal caso potrà valutarsi un uso congiunto dei due istituti - e, infine, il fatto che la procedura di voluntary 2.0 prevede un termine breve di prescrizione dell’azione accertatrice dell’Agenzia (31.12.2018) mentre in caso di ravvedimento i termini di accertamento sono assai più lunghi essendo previsto il ricomputo facendo riferimento alla data di presentazione dell’integrazione.

 

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