Rapporti con Paesi a fiscalità privilegiata: modifiche in arrivo

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Le preannunciate novità relative ai rapporti con soggetti residenti in Paesi Black list sono ormai prossime. Il Decreto sulle semplificazioni fiscali, definitivamente approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 ottobre scorso, in attuazione della legge delega n. 23 del 11.03.2014, e in attesa di pubblicazione sulla GU, interviene a semplificare gli adempimenti relativi alle comunicazioni delle operazioni con i paradisi fiscali. In più, il testo del disegno di legge di Stabilità 2015, all’esame del Parlamento, prevede una modifica dei criteri su cui fondare l’individuazione dei regimi fiscali privilegiati in relazione ai quali si applica la presunzione di indeducibilità dei costi di cui all’art. 110 co. 10 del TUIR.

 

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L’art. 21 del DLgs. “semplificazioni” modifica la periodicità delle comunicazioni relative alle operazioni con i paradisi fiscali di cui all’art. 1 del DL 40/2010 e le condizioni a seguito delle quali è obbligatorio il monitoraggio. In particolare:

- la periodicità, da mensile o trimestrale, diviene annuale;

- la comunicazione diviene obbligatoria solo se l’importo complessivo annuo delle operazioni è superiore a 10.000,00 euro.

Entrambe le novità riguardano le operazioni effettuate nell’anno solare in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo che, salvo improbabili ritardi nella pubblicazione sulla G.U., dovrebbe essere il 2014. 

Occorre segnalare alcuni aspetti non chiari della nuova normativa:

- se la comunicazione annuale riferita al 2014 deve contenere anche i dati già inviati con le comunicazioni mensili o trimestrali già presentate nel corso dell’anno;

- se il termine di presentazione della comunicazione annuale coincida o meno con quello dello spesometro (il 10 aprile dell'anno successivo a quello di riferimento, per i soggetti obbligati che effettuano la liquidazione Iva mensile; il 20 aprile, per gli altri.);

- se la soglia di 10.000,00 euro debba essere riferita a ciascuna controparte estera.

Come anticipato in premessa, inoltre, l’art. 44 comma 40 del Ddl. di Stabilità 2015 contiene una proposta di modifica dei criteri per l’individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata, stabilendo che nelle more dell’emanazione della white list prevista dall’art. 168-bis del TUIR, gli Stati andranno identificati “con esclusivo riferimento all’assenza di un adeguato scambio di informazioni” con decreto ministeriali. L’elenco ministeriale dei Paesi black list identificherà gli Stati e territori cui si applica la disciplina dell’indeducibilità dei costi di cui all’art. 110 comma 10 del TUIR.

Tale modifica non riguarderà l’elenco dei Paesi cui si applica la presunzione di residenza delle persone fisiche o la disciplina CFC, e quindi sugli Stati soggetti all’obbligo di comunicazione ai fini IVA, per i quali bisognerà aspettare l’emanazione della white list prevista dall’art. 168-bis del TUIR; pertanto, salvo modifiche al testo di legge, Stati quali Singapore, Emirati Arabi Uniti e Filippine continueranno a essere soggetti all’obbligo di comunicazione Black list, anche se non saranno presumibilmente più interessati dal regime di indeducibilità dei costi.

Sul punto occorre infine ricordare che l’Italia in data 14 gennaio 2013 ha firmato la convenzione contro le doppie imposizioni con Hong Kong, che ad oggi è in attesa di ratifica da parte del Parlamento, al termine della quale la convenzione entrerà in vigore. Una volta ratificata la convenzione, Hong Kong uscirà dalla Black list e, conseguentemente nei rapporti con soggetti ivi residenti non si applicheranno le norme antielusive (limiti deducibilità dei costi black list, la norma sulle CFC) e i dividenti ricevuti da Hong Kong potranno essere tassati al 5% come per le altre società non ubicate in paradisi fiscali. 

 

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