Il Punto sulle spese di rappresentanza: omaggi e cene natalizie

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Rinviando a quanto già illustrato nella newsletter 21/2015 in merito ai nuovi limiti di deducibilità delle spese di rappresentanza, che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2016, si coglie l’occasione per riassumere la normativa vigente in tema di omaggi e cene aziendali, anche in considerazione dell’approssimarsi delle festività natalizie.  

 

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Come già segnalato, il  DLgs. 14.9.2015 n. 147 (G.U. 22.9.2015 n. 220) ha innalzato, a decorrere dal 2016, le percentuali di deducibilità delle spese di rappresentanza come segue:

- 1,5% (invece del 1.3%) dei ricavi e altri proventi fino a 10 milioni di euro;

- 0,6% (invece dello 0,5%)  dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 10 milioni e fino a 50 milioni;

- 0,4% (invece dello 0,1%) dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 50 milioni.

Conseguentemente le spese sostenute sino alla fine del corrente anno 2015, purché rispondenti ai criteri di cui al  DM 19/11/2008 (gratuità dell’erogazione, finalità promozionale o di pubbliche relazioni ragionevolezza della spesa in funzione dell’obiettivo di generare benefici economici, anche potenziali e della coerenza con gli usi commerciali di settore) saranno deducibili applicando le percentuali anzidette.

Secondo quanto disposto dall’art. 108, co. 2, D.P.R. 917/1986, anche i costi sostenuti per l’acquisto di beni destinati ad essere omaggiati a terzi, quali clienti e fornitori, devono essere ricompresi tra le spese di rappresentanza. Tali costi sono deducibili ai fini delle imposte sui redditi: 

- integralmente, se di valore unitario non superiore a € 50 (considerando nel costo la parte dell’Iva indetraibile);

- nel rispetto dei requisiti e dei limiti di deducibilità previsti per le spese di rappresentanza sopra indicati, se di valore unitario superiore a € 50.

Per quanto concerne l’Iva sul costo per l’acquisto di beni destinati ad omaggio, l’art. 19 bis1, co. 1, lett. h), D.P.R. 633/1972 prevede:

1) la detraibilità dell’IVA se di costo unitario non superiore a € 50,00; 

2) l’indetraibilità dell’IVA, se di costo unitario superiore a € 50,00.

Si precisa che la successiva cessione gratuita del bene (omaggio), indipendentemente dal suo valore, è esclusa dal campo di applicazione dell’IVA per effetto di quanto previsto dall’art. 2, co. 2, n. 4), D.P.R. 633/1972. 

Si ricorda con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze tali soglie potranno essere riviste unitamente al limite di deducibilità integrale dei beni distribuiti gratuitamente.

 

Diverse considerazioni valgono nel caso in cui gli omaggi siano destinati ai dipendenti. In tal caso, infatti, i costi sostenuti per il loro acquisto sono da ricomprendere, ai fini delle imposte, tra le erogazioni liberali a favore dei lavoratori concesse in occasioni di festività o ricorrenze alla generalità o a categorie di dipendenti, le quali beneficiano della deducibilità integrale dal reddito d’impresa ai sensi dell’art. 95 del Tuir .

Ai fini Irap, tali spese proprio in quanto rientranti  nei “costi del personale”,  non concorrono alla formazione della base imponibile Irap ai sensi degli artt. 5 e 5-bis, D.Lgs. n. 446/97, ancorché siano contabilizzati in voci diverse dalla B.9 del Conto economico.

Ai fini Iva, infine, gli omaggi destinati ai dipendenti, non possono essere considerati spese di rappresentanza, in quanto prive del requisito di sostenimento per finalità promozionali, pertanto l’Iva sul loro acquisto è indetraibile per mancanza di inerenza con l’esercizio dell’impresa.

 

Da ultimo, si considerano le spese sostenute, assai di frequente in questo periodo, per cene o buffet aziendali organizzati dall’impresa per lo scambio degli auguri.

Nel caso in cui, ai suddetti eventi, partecipino solo i dipendenti dell’impresa, i relativi costi sono deducibili nel limite del 75% della spesa sostenuta (in quanto somministrazione di alimenti e bevande) e nell’ulteriore limite del 5 per mille dell’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi.

Se, viceversa, all’evento sono presenti, oltre ai dipendenti, anche soggetti terzi rispetto all’impresa (clienti e fornitori), il costo sostenuto per l’organizzazione dell’evento deve essere qualificato come spesa di rappresentanza ed è  deducibile nel limite del 75% della spesa sostenuta e nel rispetto delle soglie calcolate applicando ai ricavi della gestione caratteristica le percentuali già citate.

 

Si rinvia al prospetto allegato un riepilogo del trattamento fiscale degli omaggi.