Imposte di successione e di donazione: la fine di un paradiso? 

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La stampa specializzata riferisce, da qualche tempo, che il Governo Renzi sta lavorando alla revisione delle imposte di successione e di donazione al fine di aumentare la tassazione dei passaggi di proprietà mortis causa e delle liberalità. Un intervento in tal senso era già stato annunciato in sede di discussione della Legge di Stabilità 2016 ma poi è stato espunto dal testo finale della legge. Ad oggi, si ricorda, risulta sempre all’esame del Parlamento la proposta di legge n. 2830/2015 presentata il 20 gennaio del 2015 che prevede un rilevante aumento delle aliquote e ad una riduzione delle franchigie attualmente in vigore delle imposte di successione e donazione (testo allegato). 

 

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L’imposta di successione e donazione, abrogata nel periodo tra la fine del 2001 e la fine del 2006 ad opera dell’art. 13 Legge 383/2001, è stata reintrodotta nel nostro ordinamento dalla Legge n. 286/2006 (che ha convertito il DL n. 262 del 3.10.2006) con decorrenza a partire dal 03.10.2006 (per le successioni) e dal 28.11.2006 (per le donazioni) e poi modificata dalla Legge n. 296/2006.

L’imposta di successione e donazione, attualmente in vigore in Italia, è tra le più favorevoli esistenti in ambito europeo. 

In particolare le aliquote sono differenziate in ragione del soggetto beneficiario nelle seguenti misure:

- 4% con franchigia pari a 1 milione euro (per soggetto) per coniuge o parente in linea retta (figlio, nipote ..)

- 6%  con franchigia pari a 100.000 euro (per soggetto) per fratelli e sorelle

- 6% senza franchigia per altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e collaterale fino al 3°grado

- 8% senza franchigia tutti altri soggetti

- 8% con franchigia pari a 1,5 milioni euro (per soggetto) in caso di beneficiario portatore di handicap

 

Inoltre risultano di particolare favore le varie disposizioni previste in materia di modalità di calcolo del valore degli immobili e del valore delle partecipazioni sociali nonché l’esclusione dalla base imponibile per le polizze assicurative sulla vita, per i titoli del debito pubblico ed equiparati e per i trasferimenti di aziende e partecipazioni di controllo. 

La summenzionata proposta di legge n. 2830 del 20 gennaio 2015 prevede un generale aumento delle attuali aliquote, ad eccezione per i soggetti portatori di handicap e l’abbassamento generalizzato delle franchigie. Inoltre si prevede che per eredità superiore a 5 milioni di euro l’aliquota fiscale ordinaria venga triplicata.  In particolare la proposta in esame modifica l’imposta come segue:

- 7% con franchigia pari a 500.000 euro (per soggetto) per beneficiari coniuge o parente in linea retta (figlio, nipote ..) e asse ereditario non superiore a 5 milioni di euro (21% se superiore a 5 milioni di euro)

- 8%  con franchigia pari a 100.000 euro (per soggetto) per beneficiari fratelli e sorelle e asse ereditario non superiore a 5 milioni di euro (24% se superiore a 5 milioni di euro)

- 10% senza franchigia per altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e collaterale fino al 3°grado, se asse ereditario non superiore a 5 milioni di euro (30% se superiore a 5 milioni di euro)

- 15% senza franchigia tutti altri soggetti se asse ereditario non superiore a 5 milioni di euro (45% se superiore a 5 milioni di euro)

- Resta all’8% con franchigia pari a 1,5 milioni euro (per soggetto) in caso di beneficiario portatore di handicap

Dalle notizie che circolano in queste settimane pare che il governo sia intenzionato effettivamente ad incrementare le aliquote e ridurre le attuali franchigie, tranne che per le successioni in linea retta (padre-figlio), per le quali potrebbero essere riviste solo le franchigie non superiori a 300-400 mila euro. Sempre notizie non ufficiali dicono inoltre che nessuna modifica vi sarebbe in cantiere per i titoli di Stato e le polizze Vita, attualmente esenti.

Riguardo alle polizze Vita occorre tuttavia dar conto della possibilità di un recepimento legislativo dell’orientamento espresso da parte dell’Agenzia delle Entrate volto a riqualificare alcuni tipi di polizze Vita, quali le polizze unit linked, che non rispondono tanto alla finalità di coprire l’assicurato da un rischio, ma al contrario lo espongono a un rischio finanziario in quanto in realtà consistono sostanzialmente in gestioni patrimoniali diversamente denominate. Tale riqualificazione potrebbe comportare la tassazione di tali tipologie di Polizze Vita in sede di successione.