Fiscalità più favorevole per gli omaggi natalizi

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Il recente “Decreto Semplificazioni” (D.Lgs. 175/2014), entrato in vigore il 13 dicembre 2014, apporta, tra le altre, alcune modifiche alla disciplina Iva degli omaggi, aumentando la soglia per la detraibilità a 50 euro. In vista dell’approssimarsi delle festività natalizie, si coglie l’occasione per presentare un quadro aggiornato sulla disciplina fiscale in materia di omaggi.

 

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L’art. 30 del Decreto Semplificazioni modificando gli artt. 2,3 e 19-bis del Dpr 633/1972, ha infatti uniformato, in termini di soglia di valore (euro 50,00 in luogo di euro 25,82), la disciplina Iva alle norme sulle imposte sui redditi, con decorrenza dal 13 dicembre 2014.

A seguito delle modifiche ai fini Iva non è considerata cessione di beni (art. 2 Dpr 633/1972), quindi non è soggetta all’imposta, la cessione gratuita di beni la cui produzione o il cui commercio non rientra nell'attività propria dell’impresa, di valore non superiore a 50 euro. Similmente, non sono considerate prestazione di servizi (art. 3 Dpr 633/1972.), quindi non sono soggette a Iva, le prestazioni gratuitamente effettuate per l'uso personale o familiare dell'imprenditore, o per finalità estranee all'esercizio dell'impresa di valore non superiore a 50 euro.

Per quanto riguarda il profilo di detraibilità (art. 19-bis Dpr 633/1972), risulta da ora detraibile l’Iva sugli acquisti di beni afferenti alla sfera delle spese di rappresentanza (compresi gli omaggi) di valore non superiore a 50 euro (anziché 25,82 euro). Sulle altre spese di rappresentanza l’Iva rimane indetraibile.

Richiamiamo ora le varie casistiche ai fini Iva:

- la cessione gratuita di beni la cui produzione o il cui commercio non rientra nell’attività dell’impresa di valore superiore a 50 euro, risulta operazioni esente Iva (art. 10 co. 27 quinquies), data l’indetraibilità a monte dell’Iva in acquisto, in quanto spesa di rappresentanza (art. 19-bis Dpr 633/1972);

- la cessione gratuita di beni la cui produzione o il cui commercio rientra invece nell'attività propria dell’impresa di valore superiore a 50 euro sarà sempre imponibile IVA in quanto a monte i relativi costi non costituiscono mai spese di rappresentanza (C.M. 188/E del 16 luglio 1998) e, di conseguenza, l’Iva sull’acquisto è detraibile. Il cedente valuterà poi l’opportunità di avvalersi o meno del diritto di rivalsa (art 18 Dpr 633/1972), e l’Iva non addebitata rimane indeducibile. In tal caso la base imponibile è costituita dal prezzo di acquisto o, in mancanza, dal prezzo di costo

- I beni ceduti gratuitamente ai dipendenti non costituiscono spese di rappresentanza ma non sono considerate spese inerenti. Ne deriva che, se il bene non è prodotto o commercializzato dall’impresa, l’Iva a monte è indetraibile e la cessione esente; se il bene non è prodotto o commercializzato dall’impresa, l’imposta a monte è detraibilie e la cessione è imponibile.

 

Sotto il profilo delle imposte sui redditi, è necessario distinguere tra omaggi offerti a clienti (e fornitori) e a dipendenti.

Gli omaggi ai clienti rientrano tra le spese di rappresentanza (secondo la definizione del DM 19.11.2008), per cui:

- nel caso si tratti di beni di valore non superiore a 50 euro, l’acquisto è integralmente deducibile

- se il valore del bene supera i 50 euro, l’acquisto è deducibile nel rispetto dei requisiti di inerenza e congruità, ossia, complessivamente alle altre spese di rappresentanza,  nei limiti delle seguenti percentuali di ricavi e proventi, secondo i tre scaglioni:

- 1,3% dei ricavi e proventi della gestione caratteristica, fino a 10 milioni di euro di ricavi e proventi;

- 0,5% dei suddetti ricavi e proventi, per la parte compresa tra 10 e 50 milioni di euro;

- 0,1% dei suddetti ricavi e proventi, per la parte eccedente 50 milioni di euro.

Per “valore” si intende il valore normale (art. 9 Tuir) del “regalo” nel suo complesso (si pensi a omaggi composti da diversi beni, quali i cesti natalizi)

La disciplina degli omaggi a dipendenti e collaboratori coordinati e continuativi è differente: in tal caso gli acquisti di beni gratuitamente devolvibili sono deducibili dal reddito di impresa (secondo le norme dell’art. 95 Tuir). Sarà poi da considerare il profilo di imponibilità in capo al dipendente (art. 51 Tuir).

Occorre infine puntualizzare come, per i soggetti Ires, gli omaggi a clienti/fornitori sono deducibili ai fini IRAP in quanto iscritti a conto economico (in B14 - oneri diversi di gestione); per contro gli omaggi a dipendenti, rappresentando spese per il personale, sono invece indeducibili ai fini Irap (a prescindere dall’iscrizione in B9 - spese per il personale).

Per i soggetti Ipef, invece, gli oneri diversi di gestione (e tra questi anche gli omaggi) non sono deducibili (art. 5bis del D.Lgs. 446/1997).

 

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