Semplificazioni nella trasformazione da società di persone in S.p.a.

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Il D.L. 24 giugno 2014, n. 91 (c.d. “decreto competitività”), entrato in vigore il 25.6.2014, e convertito, con modificazioni, nella L. 11.8.2014 n. 116, ha introdotto rilevanti novità in materia societaria tra cui si segnala la semplificazione del procedimento di trasformazione di società di persone in società di capitali a base azionaria. Più in particolare, il provvedimento ha esteso la valutazione semplificata prevista dall’art. 2343-ter c.c. – introdotta a seguito del recepimento della Direttiva 2006/68/CE ad opera del D.lgs. 4 agosto 2008, n. 142 - ad ulteriori operazioni societarie per le quali rimaneva obbligatoria la relazione giurata di stima redatta da un perito nominato dal tribunale ai sensi dell’art. 2343 c.c.. Le operazioni interessate dalle semplificazioni sono: a) la trasformazione di società di persone in spa (art. 2500-ter co. 2 c.c.). b) l’acquisto di beni o di crediti dei promotori, dei fondatori, dei soci o degli amministratori, nei due anni dalla iscrizione della società stessa nel Registro delle imprese (art. 2343-bis c.c.).

 

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La disciplina della valutazione in caso trasformazione in una società azionaria, come tale potenzialmente destinata a rivolgersi al mercato per reperire capitale, è sempre stata improntata a maggiore rigore rispetto a quella prevista dall’art. 2465 per la società a responsabilità limitata.

Prima del decreto competitività, ai sensi dell'art. 2500 ter codice civile, in caso di trasformazione cosiddetta progressiva di società di persone in società di capitali azionaria (S.p.a. o S.a.p.a.), il patrimonio netto della società poteva essere valutato solo seguendo le rigorose prescrizioni di forma stabilite dall'art. 2343 codice civile: nomina di un esperto, su istanza del legale rappresentante della società, di competenza del Tribunale nel cui circondario ha sede la società.

Per contro, l’art. 2465 c.c. per le s.r.l. prevede che la perizia sia redatta da un perito di nomina della stessa società.

Lo scopo della relazione di stima è quello di garantire che il capitale sociale della società sia effettivamente esistente e non sia inferiore al minimo prescritto dalla legge tanto che l'atto di trasformazione non accompagnato dalla perizia di stima è considerato invalido.

Come anticipato, il D.lgs. 4 agosto 2008, n. 142 (poi modificato dal D.lgs. 29 novembre 2010, n. 224), in recepimento della Direttiva 2006/68/CE aveva introdotto anche per le società azionarie un meccanismo volto a consentire che il conferimento di beni in natura avvenga senza relazione di stima, al fine di rendere più celere e meno costoso, il procedimento di costituzione della società azionaria o quello dell’aumento del capitale sociale. Tale meccanismo agevolato è disciplinato dall'art. 2343-ter c.c. che esclude l’obbligo di relazione giurata di un perito nominato dal Tribunale nei seguenti casi:

1) conferimento di valori mobiliari o di strumenti del mercato monetario, se il loro valore non supera il prezzo medio ponderato al quale essi sono stati negozia ti in un mercato regolamentato nei sei mesi precedenti il conferimento;

2) conferimento di beni o crediti, quando il loro valore (considerato ai fini della formazione del capitale e dell'eventuale sovrapprezzo) non supera:

a) il fair value ricavato da un bilancio approvato da non oltre un anno, purché si tratti di un bilancio sottoposto a revisione legale e a condizione che la relazione del revisore non esprima rilievi sulla valutazione dei beni oggetto del conferimento;

b) il valore equo risultante da una valutazione, redatta in conformità «ai principi e criteri generalmente riconosciuti per la valutazione dei beni oggetto del conferimento» in data non anteriore a sei mesi rispetto al conferimento, stilata da un esperto indipendente da chi effettua il conferimento e dalla società conferitaria.

Di fatto la norma consente anche nelle S.p.a. di evitare il ricorso all’esperto giudiziale e di utilizzare una valutazione “interna” purché redatta da un esperto indipendente, dotato di adeguata e comprovata professionalità e conforme ai principi di best practise. Prima dell’intervento normativo era controversa l’applicabilità di tali modalità semplificate in quanto l’art. 2343 ter c.c. non era espressamente richiamato dall’art. 2500-ter c.c.. Con il decreto competitività qui in esame, dunque, viene definitivamente risolta ogni questione interpretativa sul punto e stabilito espressamente che il capitale sociale della società risultante dalla trasformazione può essere determinato anche con le procedure semplificate di cui all’art. 2343 ter c.c..

Si fa notare come la novità riguardi solo le trasformazioni in società azionarie; ne risulta un procedimento verosimilmente più oneroso nell’ipotesi di trasformazione in s.r.l. rispetto alla s.p.a., per le quali l’art. 2465 continua a richiedere l’onere della perizia giurata.

 

Occorre infine rilevare che la formulazione dell'art. 2500 ter c.c. risulta infelice nel richiamo all’ art. 2343 ter c.c.; infatti, manca il rinvio al quarto comma dell’art. 2343 ter c.c. che sancisce la responsabilità dell’esperto, nonché al successivo art. 2343 quater c.c. che prevede il procedimento di verifica da parte dell’organo amministrativo che non siano avvenuti fatti eccezionali tali da incidere sul valore dei beni oggetto di valutazione. 

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