Delega fiscale: approvato lo schema di decreto sull’abuso del diritto

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Il Consiglio dei Ministri, in data 21 aprile ’15, ha approvato lo schema di D. Lgs. sulla certezza del diritto nei rapporti tra Fisco e contribuente in attuazione della Delega fiscale per la revisione del sistema fiscale di cui alla L. 23/2014. Il decreto, che passa ora all’esame del Parlamento, formula la tanto attesa norma sull’abuso del diritto che eliminerà ogni distinzione tra l’abuso (di estrazione giurisprudenziale) e l’elusione (di origine normativa) e regolamenterà i casi in cui un’operazione economica consente di ottenere un vantaggio fiscale illegittimo. Il decreto in oggetto rappresenta un significativo passo in avanti nella direzione della certezza di diritto e renderà in molti casi più sicura l’attuazione di operazioni societarie straordinarie caratterizzate da evidenti effetti economici. 

 

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Lo schema di decreto attua l’art. 5 della Legge Delega in materia di Abuso del diritto e elusione fiscale, intervenendo sullo Statuto del contribuente L. 212/2000 nel quale inserisce un nuovo articolo, il 10-bis che codifica il principio dell’Abuso di diritto. 

In particolare, l'abuso del diritto - che viene parificato all’elusione fiscale - è applicabile a tutti i tributi (imposte sui redditi e imposte indirette, fatta comunque salva la speciale disciplina vigente in materia doganale), si verifica quando si effettuano operazioni (fatti, atti, contratti) connotate da:

1) assenza di sostanza economica: quando le operazioni effettuate non perseguono obiettivi aziendali ma solo vantaggi fiscali; 

2) realizzazione di un vantaggio fiscale indebito: anche se formalmente corrette, le operazioni poste in essere consentono il conseguimento di benefici che risultano in contrasto con le finalità delle norme tributarie;

3) effetto essenziale dell’operazione dato dal conseguimento del vantaggio fiscale indebito. 

Le operazioni che verranno accertate, sulla base di tali presupposti, come elusive diventeranno inefficaci ai fini tributari e, quindi, non opponibili all'Amministrazione finanziaria, che ne disconoscerà i vantaggi determinando i tributi sulla base di norme e principi elusi,  tenuto comunque conto di quanto versato dal contribuente per effetto delle operazioni. 

Di contro, in ogni caso, non potranno essere considerate come elusive le operazioni giustificate da “valide ragioni extrafiscali non marginali” anche di ordine organizzativo o gestionale, che rispondono a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa o dell’attività professionale del contribuente. 

Oltre alla definizione puntuale delle condotte abusive, altro elemento di novità è che nel procedimento di accertamento dell’abuso del diritto l’onere della prova della condotta abusiva grava sull’Amministrazione finanziaria, mentre il contribuente è tenuto a dimostrare la sussistenza delle “valide ragioni extrafiscali” che stanno alla base delle operazioni poste in essere.

E’ infatti l’Amministrazione che, in fase accertativa, sarà tenuta a dimostrare che il comportamento del contribuente ricade nella definizione normativa di abuso del diritto, come sopra definito, in quanto comportamento finalizzato all’esclusivo conseguimento di un vantaggio fiscale indebito. In ogni caso, l’Amministrazione finanziaria che intendesse contestare l’abuso del diritto sarà obbligata a far precedere gli atti da richieste di chiarimenti. 

L’abuso di diritto, inoltre,  risulterà sanzionato solo amministrativamente e non darà luogo a conseguenze di natura penale tributaria.