Storico accordo Italia-Svizzera

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E’ stato approvato l'accordo tra Italia e Svizzera, sullo scambio di informazioni in materia finanziaria, che consente alla Svizzera di uscire dalla “Black list”. La firma dell’accordo è attesa per metà febbraio, nei tempi previsti per l’efficacia ai fini della voluntary disclosure, ciò che ridurrà i costi di rientro dei capitali dalla Svizzera. Occorrerà invece attendere almeno un anno per la ratifica dell’accordo da parte dei due Paesi, che consentirà di porre fine al segreto bancario e di permettere all’amministrazione italiana di richiedere informazioni dettagliate sui propri contribuenti senza attendere i tempi di una rogatoria internazionale.

 

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L’accordo in esame rientra in nuova fase di collaborazione fra gli Stati nell’ottica di contrasto all’evasione internazionale, nell’ambito della politica lanciata dall'Ocse e dai maggiori Paesi per la trasparenza fiscale, che ha dato già luogo a diversi accordi sottoscritti a livello internazionale per lo scambio automatico di informazioni. Tra i firmatari di queste intese figurano Paesi considerati storicamente a fiscalità privilegiata, quali il Lussemburgo, San Marino, il Lichtenstein, le isole Cayman, Hong Kong, Singapore, Monaco, e ora la stessa Svizzera. Questi Stati che in questi anni hanno offerto un rifugio sicuro dai controlli del Fisco, oggi si dichiarano pronti a trasmettere tutte le informazioni su conti correnti e movimentazioni finanziarie.

Un ‘accelerazione dell’accordo con la Svizzera è stato prodotto dalla cosiddetta voluntary disclosure la legge sul rientro dei capitali che imponeva la necessità di chiudere ulteriori accordi bilaterali per lo scambio di informazioni entro 60 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento (e quindi entro il 2 marzo 2015). La voluntary disclosure rappresenta con ogni probabilità l’ultima opportunità per regolarizzare la posizione di chi detiene capitali all’estero non dichiarati nel proprio Paese, in un mondo finanziario che sta diventando trasparente, in cui i pochi Stati che ancora non si sono adeguati saranno costretti a farlo, in breve tempo.

 

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