Sale a 15.000 euro il limite per il monitoraggio dei conti esteri 

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Con il provvedimento del 31 marzo 2016 Prot. N. 47207/2016, avente ad oggetto ”Modificazioni del modello di dichiarazione “Unico 2016–PF” viene recepito l’innalzamento a euro 15.000 del limite quantitativo che garantisce l’esonero dalla compilazione del modulo RW per i conti correnti e i depositi bancari esteri di cui al novellato art. 4 del DL 167/90. 

 

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La disciplina sul monitoraggio fiscale ha subito negli ultimi anni diversi interventi modificativi. Si ricorda in particolare che la Legge n. 97 del 06.08.2013 (di recepimento delle normative europee), in vigore il 04.09.2013, è intervenuta a modificare il D.L. n. 167/1990 al fine di evitare la procedura di infrazione comunitaria, semplificando la disciplina sul monitoraggio fiscale e a riducendo gli adempimenti (soppressione delle Sezioni I e III del quadro RW, e eliminazione della soglia minima complessiva di euro 10.000)

Successivamente, con la legge di conversione del D.L. 4/2014 (Legge n. 50/2014 in G.U. n. 74 del 29.03.2014 entrata in vigore il 30.03.2014), era stata reintrodotta la soglia di esonero dagli adempimenti, pari a 10.000 euro, ma limitatamente ai depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero, con riferimento al valore massimo complessivo raggiunto nel corso dell’anno (e non più al valore esistente al termine del periodo d’imposta). 

Recentemente il legislatore con l’art. 2 della L. 186/2014, attraverso l’integrazione dell’art. 4 del DL 167/90, è nuovamente intervenuto su detto limite di esclusione dall’obbligo di monitoraggio fiscale rilevante per i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero portandolo a 15.000 euro. Fino al 31 dicembre 2014, quindi, il limite è rimasto a 10.000 euro ed, infatti, le istruzioni a UNICO 2015, facevano riferimento a tale importo. Il limite continua ad applicarsi solo ai depositi e conti correnti esteri che complessivamente non superano tale ammontare nel corso del periodo d’imposta; nel calcolo del limite occorre quindi far riferimento non al valore massimo del singolo conto estero ma all'ammontare complessivo dei conti/depositi detenuti all'estero. 

Resta fermo che l’esonero (al di sotto della soglia limite) non si applica alle altre attività finanziarie e patrimoniali diverse da depositi e conti correnti (immobili, partecipazioni, titoli e altre attività), per cui vale unicamente l’ esclusione dal quadro Rw qualora i redditi prodotti da queste ultime siano riscossi tramite intermediari finanziari residenti in Italia e siano assoggettati a ritenuta fiscale nel nostro paese. 

 

Non si può non rilevare come la modifica normativa non risolva in alcun modo la distorsione derivante dal fatto che il quadro Rw rileva non soltanto ai fini degli adempimenti sul monitoraggio fiscale ma anche ai fini dell’assolvimento dell’Ivafe e dell’Ivie. In proposito si ricorda come la nuova soglia di 15.000 euro relativa ai depositi e ai conti correnti bancari non ha alcun effetto ai fini Ivafe. L’imposta infatti continua ad essere dovuta e, quindi, il valore dei depositi e conti correnti esteri continua a dover essere indicato nel quadro RW, per quelli con giacenza media superiore a 5.000 euro, almeno ai fini dell’Ivafe.

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