Bonus investimenti

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Tra le misure di “rilancio e sviluppo delle imprese” introdotte dall’art. 18 DL 91 del 24.06.2014, “Decreto competitività”, convertito con modificazioni dalla legge n. 116 del 11.08.2014, viene introdotta una norma di agevolazione agli investimenti non dissimile da quanto previsto dalle cosiddette “Tremonti bis e ter”. La nuova agevolazione si differenzia dalla Tremonti in quanto lo strumento agevolativo non consiste in una deduzione dal reddito ma in un credito di imposta pari al 15% dei nuovi investimenti eccedenti la media dei cinque anni precedenti. Si ritengono tuttavia applicabili al bonus investimenti i chiarimenti forniti dall’amministrazione finanziaria con riferimento all’agevolazione “Tremonti”.

 

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Soggetti potenzialmente beneficiari sono tutti i titolari di reddito di impresa in attività al 25.06.2014 e le imprese costituite successivamente a tale data, a prescindere da forma giuridica e sistema contabile adottati. Sono esclusi i lavoratori autonomi e le società semplici.

Oggetto dell’investimento agevolato sono i beni strumentali nuovi di valore unitario non inferiore a 10.000 euro, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato. L’acquisizione può avvenire tramite compravendita, leasing finanziario, appalto, costruzione in economia. E' escluso il leasing operativo in quanto tale formula non prevede il diritto di riscatto al termine del contratto.

I beni agevolabili sono i beni strumentali specifici di cui alla divisione 28 della tabella Ateco quali impianti e macchinari direttamente impiegati nel ciclo produttivo. Sono esclusi i beni usati e i beni acquisiti non per finalità strumentali (come i beni-merce o parti di ricambio di beni in locazione o comodato) ed inoltre le apparecchiature di controllo e di misurazione (divisione 26 e 27 Ateco), gli immobili e le autovetture.

E’ stato tuttavia chiarito (circ. 44/2009) che anche l’acquisto di beni appartenenti ad altre divisioni della tabella Ateco (quali i computers) possono usufruire dell’agevolazione qualora costituiscano parti indispensabili al funzionamento dei beni direttamente agevolabili.

Il periodo all’interno del quale l’acquisizione è rilevante va dal 25.06.2014 al 30.06.2015. Per individuare il momento di acquisizione si applicano i criteri di competenza fiscale di cui all’art. 109 del T.U.I.R, trattandosi di beni mobili, rileva quindi il momento della consegna o della spedizione o, se successiva, la data di trasferimento della proprietà.

Il credito di imposta è pari al 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media (mobile) degli investimenti in beni strumentali compresi nella tabella 28, realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l'investimento è stato maggiore. Per gli investimenti effettuati nel 2014, il periodo di osservazione riguarderà gli esercizi 2009-2013. Nessun riferimento è fatto ai disinvestimenti, da intendersi quindi irrilevanti per il calcolo della media.

Per le imprese in attività al 25.06.2014, ma costituite da meno di cinque anni, il periodo di raffronto è naturalmente limitato. Per i soggetti costituiti successivamente, rileva l’intero importo degli investimenti per ciascun periodo di imposta.

Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dal 1 gennaio del secondo periodo di imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l'investimento, e va ripartito e utilizzato in tre quote annuali; il credito deve inoltre essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei periodi nei quali il credito è utilizzato e non concorre alla formazione del reddito né della base IRAP. 

L’agevolazione è revocata se il bene agevolato viene ceduto a terzi o destinato a finalità estranee all'esercizio dell'impresa prima del secondo periodo di imposta successivo all'acquisto o anche se trasferito all’estero entro i termini per l’emanazione dell’avviso di accertamento. Secondo le indicazioni fornite dalla circolare n.44/E/2009, par. 3.3 in tema di “Tremonti ter”, la cessione del bene agevolato, alla società di locazione finanziaria nel contesto di un’operazione di lease back, non comporta tuttavia la revoca del bonus investimenti. Come indicato nella stessa circolare, inoltre, non rappresenta causa di revoca del credito la partecipazione del soggetto fruitore ad operazioni straordinarie, sempre che il bene agevolato rimanga nel regime di impresa.

Infine occorre segnalare che, in assenza di specifici divieti, l’agevolazione in esame risulta cumulabile con altre agevolazioni quali: Fondo di garanzia L. 662/96, “Nuova Sabatini” di cui all’articolo 2 del Dl 69/13 “Decreto del Fare”.

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