Beni in godimento ai soci e finanziamenti alla società

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Scade il 30 ottobre prossimo il termine per la comunicazione dei beni concessi in godimento ai soci e loro familiari e dei finanziamenti da questi erogati nel corso del 2013 introdotta dalla “Manovra Bis o di Ferragosto” (DL n. 138/2011 in vigore dal 13.8.2011 convertito con Legge n. 148 del 14.09.2011). Si esamina la disciplina in oggetto anche alla luce delle modifiche previste dalla Legge delega per la riforma fiscale Legge n 23 del 2014 in materia di società di comodo e di beni intestati ai soci e che saranno contenute nell’annunciato decreto sulle semplificazioni fiscali, in corso di discussione in Parlamento.

 

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Come noto la Manovra Bis o di Ferragosto ha inasprito la disciplina inerente l’intestazione fittizia da parte di società o imprese individuali di beni, rispettivamente, dei soci o dei familiari dell’imprenditore. In particolare, nel caso in cui  una società o una impresa individuale conceda dei beni in godimento ai soci o ai familiari dell’imprenditore è stabilito che: 

a) venga considerato reddito diverso ai fini IRPEF, in capo al socio, la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo previsto per la stessa concessione in godimento; 

b) i relativi costi non siano deducibili dal reddito imponibile in capo alla società. 

E’ stato quindi previsto l’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi a detti beni concessi in godimento, da assolversi, alternativamente, da parte dell'impresa concedente o del socio o familiare beneficiario. Tale obbligo risponde anche all’esigenza di facilitare l’accertamento sintetico da redditometro in capo al soggetto che utilizza il bene.

Oggetto della comunicazione sono sia i beni concessi in godimento ai soci che i finanziamenti e le capitalizzazioni da questi effettuate.

In particolare, occorre comunicare l’utilizzo personale da parte dei soci o di loro familiari di qualsiasi bene nella disponibilità della società ovvero dell’imprenditore individuale (a titolo di proprietà o ad altro titolo), purché sussista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene ed il valore di mercato dello stesso diritto di godimento. Rileva tanto l’uso esclusivo che l’uso non esclusivo dei beni da parte dei soci o loro familiari.

L'adempimento, che scadrà il prossimo 30 ottobre in relazione al periodo d’imposta 2013, è pertanto strettamente correlato a quanto indicato nella dichiarazione dei redditi riferita al 2013: se, in presenza di una differenza (negativa) tra il corrispettivo annuo addebitato dalla società relativamente al godimento del bene e il valore di mercato del godimento medesimo nella dichiarazione la società ha ripreso a tassazione le spese di gestione dei beni, e il socio ha tassato nella propria dichiarazione il reddito diverso, occorrerà presentare la comunicazione entro il 30 ottobre. Viceversa, nessun obbligo di comunicazione andrà effettuato.

E’ stato chiarito che la disciplina non trova applicazione nei confronti di quei beni della società (ad esempio le auto aziendali) concessi in godimento ai soci amministratori e ai soci-dipendenti a cui si applica la normativa fiscale al fine di determinare la deducibilità dei costi per l’impresa concedente e il reddito da sottoporre a tassazione per l’utilizzatore. 

Sono altresì esclusi dalla comunicazione:

• i beni di società e di enti privati di tipo associativo che svolgono attività commerciale, residenti o non residenti, concessi in godimento a enti non commerciali soci che utilizzano gli stessi beni per fini esclusivamente istituzionali; 

• gli alloggi delle società cooperative edilizie di abitazione a proprietà indivisa concessi ai propri soci; 

• i beni diversi dagli immobili, dai veicoli dalle unità da diporto e aeromobili (quali telefoni cellulari, computers ecc..) di valore non superiore a € 3.000,00 al netto dell’Iva;

• i beni dati in godimento in anni precedenti ma non più nella disponibilità dei soci/familiari.

Per ciò che concerne i finanziamenti e le capitalizzazioni, il provv. Agenzia delle Entrate 2.8.2013 n. 94904 prevede l’obbligo di comunicazione, esclusivamente da parte della società che li riceve, di qualsiasi forma di finanziamento o di capitalizzazione effettuata nel periodo d’imposta da persone fisiche, soci o familiari dell’imprenditore, per un importo complessivo, per ciascuna tipologia di apporto, pari o superiore a 3.600,00 euro. Detto limite deve intendersi riferito, distintamente, ai finanziamenti annui ed alle capitalizzazioni annue (ad esempio, un finanziamento soci di 3.000,00 euro e un versamento in conto capitale di 2.500,00 euro non vanno comunicati) e va verificato con riguardo alla posizione del singolo socio o familiare dell’imprenditore che effettua il versamento.

Di contro, non vanno comunicati: a) i versamenti eseguiti da soci soggetti collettivi (società o enti) e dai familiari dei soci; b) i finanziamenti concessi ai soci o ai familiari dell'imprenditore; i finanziamenti già conosciuti dall’Amministrazione finanziaria (ad esempio in quanto effettuati per atto pubblico o scrittura privata autenticata); le capitalizzazioni senza apporto reale di denaro (passaggi di riserve a capitale); le rinunce ai finanziamenti da parte dei soci (senza restituzione di denaro); 

I finanziamenti e i versamenti effettuati dai soci andranno comunicati per l’intero ammontare, indipendentemente sia dalla quota del socio cui il bene è concesso in godimento sia dal fatto che l’operazione sia strumentale all’acquisizione dei beni successivamente concessi in godimento. 

Occorre infine ricordare che la legge delega fiscale prevede la semplificazione e la razionalizzazione della disciplina delle società di comodo e dei beni in uso ai soci (art. 12) e dispone la revisione degli adempimenti di scarsa utilità nell’attività di controllo (art. 7); la delega contiene infine la previsione di una norma a regime sullo scioglimento agevolato delle società "di comodo" della quale si attende, pertanto, la relativa disciplina che sarà contenuta nei decreti attuativi.

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