Bonifici dall’estero soggetti a ritenuta d’ingresso del 20%

Stampa la news

Gli investimenti detenuti all’estero e le attività estere di natura finanziaria delle persone fisiche e assimilati sono soggetti a ritenuta d’acconto o ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi a partire dall’anno 2014 (art. 4 del DL n. 167 28/6/1990, come modificato dalla c.d. Legge Europea n. 97/2013). In particolare la decorrenza del tributo è prevista dal 1° gennaio e, in forma automatica, dal 1° di febbraio 2014: i bonifici in ingresso nel mese di gennaio saranno segnalati dagli intermediari all’Amministrazione Finanziaria e saranno eventualmente soggetti al prelievo, se dovuto, su segnalazione del contribuente da effettuarsi entro il 30 giugno 2014; di converso, i bonifici in ingresso dal 1° febbraio saranno sempre soggetti al prelievo in forma automatica.

 

 

***

 

Il prelievo in oggetto riguarda unicamente le somme percepite dai soggetti obbligati al monitoraggio fiscale (persone fisiche, società semplici ed equiparate, enti non commerciali) e potrà essere evitato nel solo caso in cui gli stessi soggetti dichiarino, con autocertificazione, che i flussi finanziari in entrata non rivestono, in tutto o in parte,  natura reddituale. Siffatta previsione è la logica conseguenza del fatto che il prelievo deve essere applicato dall’intermediario anche nel caso in cui non abbia in gestione, custodia o amministrazione le predette attività . In tali casi, infatti, lo stesso intermediario non conosce (o potrebbe non conoscere) la natura dei denari oggetto di ingresso con la conseguenza, esplicitamente prevista dalla norma, di doverli considerare di natura reddituale e di assoggettarli  per intero al prelievo.

Tale forma di tassazione alla

fonte dovrà essere applicata dai seguenti intermediari residenti, i quali agiranno come sostituti di imposta:

- banche

- Poste Italiane

- Cassa depositi e prestiti

- Sicav

- Sgr

- Imprese di assicurazione

- Agenti di cambio,

- Società fiduciarie

- Società finanziarie

- altri intermediari finanziari

- succursali in Italia dei soggetti di cui sopra aventi sede legale in uno stato estero

La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 38/E 2013, paragrafo 2.2, identifica le fattispecie reddituali, interessate alla nuova ritenuta di ingresso del 20%,  rientranti nelle categorie dei  “redditi di capitali” e dei “redditi diversi”.

Nell’ambito dei redditi di capitali l’operatività del nuovo prelievo riguarda le fattispecie non ancora rientrati nell’applicazione del tributo secondo le norme già vigenti, ovvero:

-          Interessi e altri proventi, dovuti da soggetti non residenti, derivanti da contratti di mutuo, deposito e conto corrente diversi da quelli bancari (posto che per quelli bancari è già in vigore la ritenuta del 20% prevista dall’art. 26, terzo comma, DPR 600/73);

-          Rendite perpetue e prestazioni annue perpetue il cui debitore è un soggetto non residente;

-          Compensi erogati per prestazioni di fideiussioni o di altre forme di garanzia

-          Interessi o proventi  derivanti da altri rapporti aventi per oggetto l’impiego dei capitali (per effetto del richiamo alla categoria residuale prevista dall’art. 44, comma 1°, lettera h) del Tuir).

Nell’ambito dei redditi diversi le fattispecie interessate sono quelle di cui all’art. 67 del Tuir che concorrono alla formazione del reddito complessivo e, quindi, per i quali non sono previste forme di tassazione sostitutiva, ovvero:

-          Plusvalenze derivanti dalla cessione di immobili situati all’estero (salvo che l’atto sia redatto in Italia con opzione per l’imposta sostitutiva del 20%)

-          Plusvalenze derivanti dalla cessione dei terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria

-          Redditi derivanti dalla locazione di immobili situati all’estero

-          Redditi esteri di natura fondiaria

-          Redditi derivanti dalla concessione in usufrutto e dalla sublocazione di beni immobili situati all’estero

-          Redditi derivanti dalla locazione, noleggio o concessione in uso di veicoli, macchine o altri beni mobili detenuti all’estero (barche, oggetti preziosi, opere d’arte) e dall’affitto e dalla concessione in usufrutto  di aziende aventi sedi all’estero

-          Plusvalenza realizzate mediante la cessione di partecipazioni qualificate in società non residenti,  o in società residenti se detenute all’estero, nonché le fattispecie ad esse assimilate

 

Da ultimo occorre precisare che il contribuente può chiedere all’intermediario la restituzione dell’imposta non dovuta (p.e. mancata presentazione dell’autocertificazione e eventuali documenti a supporto) entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello del prelievo. In tal caso l’intermediario scomputa l’importo dai versamenti successivi (ai sensi del DPR n. 445/1997). In alternativa il contribuente può chiedere il rimborso con le modalità ordinarie (art. 38, DPR 602/73).