Voluntary disclosure - rinvio

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In sede di conversione del decreto 4/2014, la Commissione Finanze della Camera ha stralciato le norme relative all'emersione dei capitali illecitamente detenuti all'estero considerato che dalle audizioni con le categorie sono emersi aspetti problematici di applicabilità che sono stati ritenuti meritevoli di approfondimento. Si tratta tuttavia solo di un rinvio: le norme in materia di voluntary disclosure saranno contenute in uno o più disegni di legge di prossima emanazione, al fine di aumentare l’appeal della voluntary.

 

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La voluntary ripartirà ex novo nel suo iter parlamentare attraverso un nuovo provvedimento da adottarsi entro maggio 2014. Tale provvedimento dovrebbe basarsi sull’impianto normativo finora in discussione e recepire, almeno in parte, alcuni correttivi proposti dagli operatori:

-       la voluntary disclosure per come sino ad ora formulata prevede uno scudo sulla punibilità per l’infedele o omessa dichiarazione, ma non per la dichiarazione fraudolenta, per la quale è prevista solo la diminuzione delle sanzioni (alla metà); all’esame vi è l’estensione della non punibilità anche al delitto di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici e l’esclusione della punibilità ampia ed estesa ai concorrenti nei reati tributari;

 

-       il professionista che assiste il cliente nell’emersione non è espressamente esonerato da eventuali obblighi di segnalazione antiriciclaggio; la nuova formulazione potrebbe quindi prevedere l’eliminazione di alcuni obblighi antiriciclaggio a carico dei professionisti.

 

-       problema del raddoppio dei termini di accertamento a favore dell’Agenzia che potrebbe essere risolto con la previsione del dimezzamento dei termini ordinari di accertamento in caso di adesione alla voluntary;

 

Altre istanze di modifica da parte degli operatori riguardano l’opportunità di snellire gli adempimenti e renderli meno costosi, di introdurre un contraddittorio preliminare in anonimato e un meccanismo forfettario di quantificazione delle imposte, delle sanzioni e degli interessi dovuti su patrimoni più piccoli; di consentire la compensazione con crediti fiscali delle somme dovute. Si discute anche circa l’introduzione del limite temporale di un anno per il controllo delle somme rimpatriate a seguito dell’adesione alla voluntary e la precisazione dell’ambito di applicazione della presunzione di redditività delle somme possedute all'estero ex art. 6 del dl. 167/1990.

 

La mancata conversione delle norme contenute nel Dl 4 in materia di voluntary pone il problema di tutelare il legittimo affidamento di quei contribuenti che, nelle more di conversione hanno aderito alla procedura di emersione. Tali soggetti potrebbero essere penalizzati da un’eventuale attività di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate sulla base delle informazioni dagli stessi fornite spontaneamente, confidando nella voluntary.

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