Il “titolare effettivo” nella normativa sul monitoraggio fiscale: cosa cambia in concreto

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Gli obblighi di monitoraggio fiscale hanno di recente subito significative modifiche,  applicabili già a decorrere dalle dichiarazioni dei redditi relative al periodo di imposta 2013. 

In questa sede si vuole mettere a fuoco i cambiamenti che, in concreto, sono stati introdotti con riferimento alla nuova definizione di “titolare effettivo”, figura questa mutuata dalla normativa sull’antiriciclaggio e divenuta ora rilevante anche nell’ambito del monitoraggio ai fini fiscali.

 

 

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Il “titolare effettivo” è identificato (i) con riferimento alle società estere (dei vari tipi) (ii) con riferimento alle entità giuridiche diverse, quali le fondazioni ed i trust.  Tuttavia anche le partecipazioni in società residenti possono assumere rilevanza ai fini della normativa in oggetto qualora, unitamente alla partecipazione diretta o indiretta della persona fisica nella società estera, concorrano a determinare in capo alla stessa il requisito di titolare effettivo di investimenti esteri o attività estere di natura finanziaria.

In particolare, in caso di società per “titolare effettivo” si intende:

  1. la persona o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedono o controllano una entità giuridica, attraverso il controllo o il possesso diretto o indiretto di una percentuale sufficiente delle partecipazioni al capitale sociale o dei diritti di voto in seno a tale entità giuridica, anche tramite azioni al portatore, purché non si tratti di società ammessa alla quotazione su un mercato regolamentato e sottoposta ad obblighi di comunicazione conformi alla normativa comunitaria o a standard internazionami equivalenti; tale criterio si ritiene soddisfatto ove la percentuale corrisponda al 25% più uno di partecipazione al capitale sociale;
  2. la persona fisica o le persone fisiche che esercitano in altro modo il controllo sulla direzione di un'entità giuridica;

Per la verifica delle percentuale rilevante si cumulano le percentuali detenute dai familiari del titolare effettivo ed in particolare il coniuge i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado, secondo la definizione contenuta nell’art. 5, 5° comma, del Tuir. Da ultimo, in merito alle partecipazioni detenute indirettamente, occorre tenere conto della demoltiplicazione da esse prodotta in ciò differendo la disciplina in commento da quella prevista nell’ambito della normativa antiriciclaggio.

Nel caso di partecipazione in società estere con sede in un paese non compreso nella white list e non compreso nei paesi che hanno siglato con l’Italia un accordo per lo scambio di informazioni (tax information exchange agreement), la definizione di “titolare effettivo” incide sull’oggetto della dichiarazione di monitoraggio. In tali casi, infatti, vige il principio del look through che produce l’effetto sostanziale di mutare l’oggetto della dichiarazione che non riguarda più la partecipazione  nella società estera ma concerne direttamente gli investimenti esteri o e le attività estere di natura finanziaria, superando quindi la mera titolarità dello strumento partecipativo.

In definitiva, quindi, mentre nel vigore della normativa previgente occorreva dichiarare ai fini del monitoraggio sempre la partecipazione nella società estera, ora la partecipazione estera sarà l’oggetto della dichiarazione solo se (i) non è riferibile ad un “titolare effettivo” e (ii) se riferibile ad un titolare effettivo, la società estera ha sede in un paese collaborativo. Viceversa dovrà dichiararsi anziché la partecipazione direttamente gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenuti dalla società quando si è in presenza di una persona fisica che sia titolare effettivo e di una società estera che abbia sede in un paese non collaborativo.

Nel caso di entità giuridiche diverse quali le fondazioni e di istituti giuridici, quali il trust, che amministrano o distribuiscono fondi, la stessa definizione (titolare effettivo), che incide sull’individuazione del soggetto passivo degli obblighi di monitoraggio, è integrata:

  1. se i futuri beneficiari sono già determinati, dalla persona fisica o dalle persone fisiche beneficiarie del 25% o più del patrimonio dell’entità giuridica;
  2. se i futuri beneficiari non sono stati determinati, dalla categoria di persone nel cui interesse principale è istituita o agisce l’entità giuridica
  3. dalla persona fisica o dalle persone fisiche che esercitano un controllo sul 25% o più del patrimonio dell’entità giuridica.

 

Nell’ambito della entità diversa, quale la fondazione o  il trust, l’eventuale esistenza del “titolare effettivo”, quindi, ha l’effetto di mutare il soggetto passivo degli obblighi dichiarativi che diverrà lo stesso “titolare effettivo” in luogo dell’ente. Di contro nel caso in cui non si è in presenza di un “titolare effettivo”,  il soggetto passivo degli obblighi dichiarativi rimane l’ente diverso (non commerciale) così come accadeva sempre ed in ogni caso nel vigore della disciplina precedente.

Da ultimo, come qui osservato, si evidenzia che la partecipazione nella società residente può diventare rilevante ai fini della normativa in commento nei casi in cui detta partecipazione concorra ad integrare in capo ad un soggetto il requisito di titolarità effettiva in rapporto alla società estera.

Il caso descritto può ricorrere frequentemente nei gruppi di società. In tali casi, infatti, non è infrequente che  i soci di riferimento del gruppo detengano anche partecipazioni dirette nella società estera che a loro volta sono partecipate o controllate dalle stesse società del gruppo.  Ricorrendo l’ipotesi descritta pertanto occorrerà tenerne conto, ai fini della normativa sul monitoraggio, se detta società estera ha sede in un paese non collaborativo.

 

Si ricorda che ai fini della normativa in oggetto i soggetti passivi sono oltre alle persone fisiche anche gli enti non commerciali e le società semplici ed equiparate. Inoltre la norma in commento, come precisato dalla circolare 38/E 2013, non è destinata ad incidere nelle ipotesi di interposizione fittizia posto che in tali casi, già a sensi della norma previgente, il patrimonio doveva e deve essere comunque dichiarato dal socio  o dal beneficiario, indipendentemente dalla verifica del requisito della titolarità effettiva. 

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